Quando tutto vacilla: il valore spirituale delle crisi interiori

Impariamo a vedere le difficoltà come opportunità e non più come problemi

Funziona così: 

Per settimane, mesi e addirittura anni ci sono delle piccole avvisaglie, ma tu non gli dai il peso. 

Continui a portare avanti la tua vita, porti a termine impegni, progetti e viene sistematicamente fagocitato dalla quotidianità. 

Poi, un giorno ti svegli, non ti senti particolarmente in forma e decidi di fermarti. Non è grave, è una banalissima influenza, ma è sufficiente a mettere un freno alle tue attività quotidiane. 

A quel punto, sei a casa, non c’è nulla che ti distrae e ti accorgi che esisti; esisti oltre la tua forma umana e c’è qualcosa dentro di te che vuole farsi sentire. 

A quel punto compaiono le incertezze, non quelle che ti fanno dubitare di te in senso generale; quelle che però fanno emergere delle domande.

In quel momento cominci a comprendere che hai sepolto tante cose dentro di te, che hanno bisogno di essere riviste. 

In quel momento, quando capisci che devi prenderti del tempo per ascoltarti, comincia la crisi. 

Stavi così bene prima di fermarti! 

E ora? 

Perché una crisi?

Lasciami dire, che ci piaccia o no, siamo refrattari al cambiamento. Soprattutto, fatichiamo ad accorgerci di questo, a meno che non sia palese.

Costruiamo le nostre vite intorno alle abitudini ed etichettiamo tutto con cura, pensando che queste etichette saranno per anni. 

Però, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto che viviamo, ci porta ad ascoltare, a vedere e metabolizzare tantissime informazioni. 

Raramente queste sono così grandi ed importanti da farci comprendere che stiamo vivendo un cambiamento di una certa portata. 

Di fatto però, è un po’ come la goccia che scava la pietra. 

Input dopo input, avviene il cambiamento! 

Del resto, anche se l’impermanenza dovrebbe essere un concetto chiaro per tutti, spesso non lo è.

Tutto cambia, tutto si trasforma, tutto è soggetto a variazioni, spesso molto piccole, ma che col tempo diventano visibili. 

L’essere umano non è da meno. Anche noi, siamo vittime o fortunati sperimentatori del cambiamento. 

Il termine crisi, deriva dal greco e significa scelta, decisione o momento di giudizio.

Era un termine utilizzato nell’ambito medico e indicava il momento in cui la malattia prendeva una svolta. 

In quel preciso frangente, diventava possibile comprendere se il paziente sarebbe guarito o peggiorato. 

Quella situazione antipatica che ho descritto in apertura dell’articolo, è proprio la manifestazione di una crisi interiore. 

Può capitare di chiedersi per quale motivo, a fronte di una banale influenza, ci troviamo a mettere in discussione la nostra vita; potrebbe non essere un caso. 

Spesso, il continuo non ascoltare il nostro lato più profondo, porta proprio ad un interruzione forzata delle nostre attività, attraverso una malattia o un infortunio. 

Quel momento però, è prezioso, soprattutto se lo riconosciamo. Ci permette di capire che qualcosa in noi deve cambiare e che la nostra vita così com’è, non ci soddisfa davvero. 

Squadra che vince, non si cambia

Quando le cose vanno bene, difficilmente ci si chiede per quale motivo vanno bene. Del resto, perché complicarsi la vita con domande profonde. Se va bene, va bene! 

Spesso, dietro questo approccio, si nasconde una fregatura. 

Parte tutto, come dicevo prima, dal fatto che spesso assistiamo a cambiamenti così piccoli, che non sembrano nemmeno avvenuti. 

Quando però trascorrere del tempo e questi piccoli cambiamenti si sommano, producono finalmente un effetto. 

C’è una condizione che può congiurare questo processo, che crea poi una certa inquietudine e consiste nello sviluppare una maggior consapevolezza.

Quindi, anche se la squadra vince, prendersi del tempo per capire cosa sta funzionando. 

Non occorre cambiare squadra, è sufficiente accorgersi dei piccoli cambiamenti che potrebbero portarla a non vincere più e fare le dovute correzioni.

Cosa fare per evitare gli shock e gestire la crisi

Un approccio che trovo estremamente utile, è quello di familiarizzare con l’idea che non solo il cambiamento è parte della nostra vita, ma anche che noi, in qualità di esseri umani siamo qui per imparare e crescere. 

Più queste due condizioni diventano parte integrante del nostro modo di vedere e di pensare, più diventa improbabile essere colti di sorpresa e vacillare.

Ascoltarsi, è il terzo aspetto fondamentale. 

Eh sì dai lo so, è difficile, troppe cose da fare tutti i giorni, troppi impegni, troppi problemi e imprevisti; non hai la testa per farlo!

O non vuoi?

Ricordati che dire non è tempo, altro non è che un modo garbato per dire non mi interessa.

In qualunque contesto e situazione, se qualcosa ci interessa davvero, il tempo lo troviamo. 

È certo che il cambiamento spaventi. Non sempre riusciamo ad andare incontro alle cose che non conosciamo con serenità, tuttavia potrebbe addirittura rivelarsi divertente. 

E ora, offri un caffè alla tua crisi, ascoltala e se ti va, condividi nei commenti un piccolo “sì” a te stesso: una cosa minuscola che sceglierai di cambiare o ascoltare oggi. È il tuo brindisi silenzioso al cambiamento. ☕️✨”

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