Crescita spirituale non significa solo stare meglio: significa diventare migliori
Perché iniziare un viaggio potenzialmente difficile
Ho deciso di scrivere questo articolo, perché è molto spesso vedo persone spaventate dalla crescita spirituale, che osservano chi ha scelto quella strada come un individuo che vive al di fuori del mondo.
Personalmente, ho scelto di vivere e di sviluppare il più possibile la mia spiritualità, ma non mi ritengo in alcun tra le nuvole.
Nelle righe che seguiranno, mi piacerebbe portarti, anche solo per qualche minuto, nella mia esperienza di vita legata alla spiritualità.
Forse, in questo modo, alcune delle barriere che ancora ti frenano, potrebbero cadere e aprire la via verso un’esperienza che può cambiare in meglio la tua vita.
Cosa intendo per crescita spirituale
Quando sentiamo la parola “spirituale” o “spiritualità”, il nostro cervello già pensa ad un qualche cosa di religioso o in alcuni casi, alla ricerca di una qualche setta a cui affidare noi stessi.
Ovviamente per la seconda ipotesi, non sono del tutto serio, anche se spesso alcune realtà che ho conosciuto, tendono ad avere impostazioni tendenziose.
In seconda battuta, quando le nostre meningi hanno finito di esplorare le ipotesi del contesto, emerge il dilemma della credenza.
La spiritualità è fortemente legata all’idea di credere in qualcosa di più grande di noi, che governa sopra ogni cosa.
La mia visione di crescita spirituale, ha a che fare con tutti questi aspetti, ma li supera e va oltre.
Le religioni e le correnti di pensiero spirituali, ci portano in un ambito poco esplorato della nostra vita.
Ma, qual è la loro finalità ultima?
Portarci a trascendere almeno per un po’ dal contesto materiale, per connetterci con qualcosa di più alto.
Vogliamo chiamarlo Dio, Creatore, Principio Universale, Madre di tutte le madri, alla fine non ha importanza.
Ciò che è più corta, è che quando trascendiamo dalla materialità che è tipica del nostro piano di esistenza, finiamo per avvicinarci alla parte Divina che è in noi.
Quando questo avviene, riusciamo ad avere una percezione più ampia della nostra esistenza e abbiamo accesso a informazioni che altrimenti resterebbero nascoste.
Ci sono diverse strade per arrivare a questo e nessuna è giusta o sbagliata.
La questione è che attraverso i processi della crescita spirituale, arriviamo a conoscerci meglio e abbiamo la possibilità di conoscere realtà molto più grandi di quella in cui viviamo abitualmente.
E se ci fosse uno scopo più grande?
Verrebbe da chiedersi per quale motivo può valere la pena di fare tutto questo.
In buona sostanza, conoscermi meglio, entrare in contatto con la mia parte Divina, riconoscere e conoscere che c’è qualcosa di molto più grande al di fuori di me e degli altri, quale scopo può avere?
Immagina di avere la vita che desideri.
Hai un buon lavoro e guadagni bene, una bella casa di proprietà, l’automobile dei tuoi sogni, la famiglia ideale, ma…
Ogni volta che la tua mente non è occupata da pensieri impellenti, emerge un senso di insoddisfazione globale, che non riesci proprio a spiegarti.
Se la nostra finalità ultima, in quanto esseri umani, fosse quella di essere soddisfatti dalle cose materiali, queste situazioni non dovrebbero verificarsi.
Prova a cercare, nella tua vita o in quella di qualunque persona ritieni realizzata, la piena soddisfazione.
Certo, se lo fai senza applicare il filtro dell’onestà, troverai sicuramente esempi di questo.
Se però ti prendi la briga di guardare un po’ più sotto la superficie, finisci per accorgerti che anche chi dovrebbe essere fortemente realizzato, continua a cercare quasi ossessivamente, un maggior appagamento.
Questo non vuol dire che al mondo non esistono persone realmente soddisfatte della propria vita.
Ti invito però ad approfondire l’osservazione delle loro vite e a comprendere cosa le rende davvero soddisfatte.
C’è un denominatore comune per tutte loro, si chiama scopo.
Ogni individuo capace di perseguire uno scopo con la S maiuscola, inteso come un qualche cosa di superiore, è un essere umano soddisfatto.
Vale la pena di crescere?
A questo punto, ti starai chiedendo se vale la pena pensare ad integrare nella propria vita la spiritualità ed una conseguente crescita in quell’ambito.
Lungi da me l’idea di rispondere al posto tuo!
Non voglio e non posso farlo. Ognuno di noi è ad un livello evolutivo specifico, deve fare le proprie esperienze e potrebbe addirittura non essere pronto ad affrontare alcuni aspetti.
Se però appartiene a quella categoria di persone, alle quali non mancherebbe nulla per essere soddisfatte, ma nonostante questo c’è un piccolo vuoto dentro di te, potrebbe valere davvero la pena crescere.
Ho avuto la fortuna il privilegio di trascorrere cinque settimane in Nepal, non come turista, ma quasi come persona del luogo.
Ero in compagnia del nipote di un importante Lama, che è stato mio maestro per più di un decennio.
In questo viaggio ho avuto l’occasione di visitare luoghi che non sono accessibili ai turisti. Sono stato in monasteri a cui l’accesso agli stranieri è di solito precluso e ho avuto l’opportunità di vedere cose che non tutti gli occhi vedono.
Ciò che mi ha colpito di più da questa esperienza, è stato vedere persone che sul piano materiale non avevano molto, realmente felici.
I sorrisi sui loro volti erano reali, non di convenienza o forzati. Per non parlare poi dei loro modi, sempre estremamente gentili ma al tempo stesso fermi.
A suo tempo mi sono interrogato su ciò che avevo visto e sono arrivato alla conclusione che la loro vita, doveva per forza avere uno scopo diverso da quello della maggior parte delle persone che avevo conosciuto in occidente.
E doveva essere davvero un grande scopo.
Dal “sto meglio” al “vivo meglio”
Durante questo viaggio, che oserei definire spirituale, ho visto che queste persone, esattamente come me, avevano una routine quotidiana che li manteneva in perfetto equilibrio.
Lo scopo primario di questa routine è mantenere vivo il rapporto con la parte spirituale dell’individuo.
Non è un processo che si acquisisce facilmente, io ancora oggi sono alla ricerca della routine perfetta.
Tuttavia, anche se è normale che questo accada perché siamo costantemente soggetti al cambiamento, lo spazio che dedichiamo quotidianamente alla spiritualità, ci fa stare meglio.
In tutto questo, c’è un aspetto che considero quasi magico. Più questa abitudine viene protratta, più lo stare meglio, diventa vivere meglio.
Noi non siamo fatti per stare, siamo fatti per divenire.
Ogni piccola cosa che ci accade, che vediamo, che sentiamo, cambia la nostra percezione della vita e porta avanti l’inarrestabile cambiamento che ci appartiene.
Paradossalmente sarebbe bellissimo chiedere alle persone non “Come stai?”, ma “Dove vai?”.
Cosa che peraltro accade tradizionalmente in alcune culture dell’Himalaya.
Il divenire di ogni cosa, deve in qualche modo farci riflettere.
Se sia preferibile stare o essere in movimento, non sta a me dirlo.
Ciò di cui però sono certo, è che da quando ho iniziato a vedere la mia vita come un flusso continuo, con uno scopo importante, non ci sono più giorni in cui mi chiedo perché mi devo alzare dal letto.
Conclusione
Crescere, alla fine significa iniziare un percorso; si sa che in ogni cammino c’è la possibilità di inciampare, di cadere e, a volte, di farsi male, tuttavia i benefici sono sempre maggiori dei rischi.
Pensa solo a quante volte un bambino che sta imparando a camminare, cade.
Se decidesse di smettere di provarci, camminerebbe per tutta la vita a gattoni.
Penso ti sia chiaro quali sono i benefici del camminare in posizione eretta!
Allo stesso modo, pensare di intraprendere un percorso di crescita interiore, può portare sicuramente a sperimentare qualche caduta, ma questo non vuol dire che non ne valga la pena.
Tutte le paure, le resistenze che emergono in merito all’apportare cambiamenti nella propria vita, sono del tutto naturali.
È normale essere spaventati quando si segue una strada mai percorsa prima. Ma se poi la meta da raggiungere fosse straordinaria?
E ora, con tutta la calma del mondo, mi piacerebbe sapere: dove stai andando tu nel tuo percorso di crescita?
Lascia un commento se ti va, condividi la tua esperienza o anche solo un pensiero.
Qui non c’è fretta: ogni riflessione è un piccolo passo che arricchisce tutti noi.