Introduzione dell’autore
Ciò che ti appresti a leggere è il risultato di un processo di profonda introspezione e di grande lavoro interiore. Contrariamente a quanto era già accaduto in passato, non avevo l’intenzione di scrivere un libro, ma solo di chiarirmi e comprendere meglio i miei primi cinquant’anni di vita. Mettere nero su bianco emozioni, sensazioni, vittorie, sconfitte e l’esperienza della “notte buia dell’anima” è stato un processo senza precedenti.
E poi, il modo in cui tutto questo ha preso forma! Come leggerai più avanti, nella mia vita ho più volte chiesto al Creatore di indicarmi la direzione migliore verso cui volgere il mio cammino. In un momento particolarmente difficile, in cui stavo cercando di rimettere insieme i pezzi di cinque decenni di esperienze, rapporti, lavoro, disabilità e spiritualità, la spinta a scrivere è arrivata dall’Alto.
Certo, avrei potuto tenere tutto questo come un semplice diario personale, destinato a non avere spettatori. Eppure, mentre scrivevo, mi è venuto spontaneo rivolgermi a un possibile lettore. Ho sentito che permettere a qualcuno di leggere ciò che vive dentro di te — ciò che non hai mai raccontato davvero a nessuno — ha un forte potere terapeutico.
Poi le parole diventano frasi, le frasi pensieri, e i pensieri pagine. Pagine che rileggi con la sensazione che, da qualche parte, imparerai qualcosa. Ti aspetti che emerga un segreto dimenticato, e invece scopri che la magia è già avvenuta: è avvenuta nel momento stesso in cui hai avuto il coraggio di mettere tutto nero su bianco.
Parlo di quel momento in cui, rileggendo ciò che hai scritto, ti emozioni, piangi, rivivi esattamente ciò che hai evocato. È stato allora che ho capito che forse queste parole, sgorgate in alcuni momenti persino con fatica dal mio cuore, potevano essere d’aiuto anche ad altri.
Se stai attraversando — consapevolmente o meno — un periodo difficile della tua vita, sapere che non sei l’unico a vivere certe ombre può offrirti un sostegno inatteso. In questo libro ti parlerò di vita, di amore e di crescita. Ti racconterò la storia di come ho imparato a trasformare la disabilità in un punto di forza e di come mi sono rimesso in gioco proprio quando pensavo che la mia strada fosse ormai tracciata.
Ti parlerò del ruolo che il cane — maestro silenzioso e straordinario — ha avuto nella mia esistenza, e delle esperienze più intime che io abbia mai condiviso: il percorso spirituale che mi ha permesso di comprendere il mio Scopo di vita e la possibilità, per me nuova e sorprendente, di portare guarigione nella vita degli altri.
Questo non è un manuale né un insegnamento. È il racconto sincero di una vita che ha conosciuto la fatica, la bellezza, le cadute e la meraviglia inattesa di rialzarsi ogni volta con uno sguardo un po’ diverso. Ho scelto di parlare di vita, amore e crescita perché sono i tre fili che hanno intrecciato ogni mio passo:la vita mi ha messo alla prova, l’amore mi ha dato la forza di restare, la crescita ha trasformato ciò che sembrava insensato in un’occasione.
Se deciderai di proseguire nella lettura, sappi che accompagnerai un uomo che non ha tutte le risposte, ma che ha imparato ad ascoltare le domande. Spero che tra queste pagine tu possa trovare almeno un frammento che parli anche di te: un ricordo, una sensazione, una nuova consapevolezza, o semplicemente il sollievo di scoprire che non sei solo. Ti ringrazio per il tempo che mi stai dedicando.
Questo viaggio è nato come un dialogo con me stesso, ma diventerà più prezioso se troverà in te un altro interlocutore.
Moreno Sartori
Capitolo 1 – Chi sono?
Ogni storia inizia da qualche parte, ma non tutte iniziano allo stesso modo. La mia non comincia con un evento straordinario, né con un momento di gloria, ma con una nascita diversa dalle altre. Una nascita che, senza che io potessi saperlo, avrebbe tracciato una direzione particolare per tutta la mia vita.
In queste prime pagine ti porterò lì, nel punto esatto in cui tutto ha avuto inizio: nel corpo fragile di un neonato che già portava con sé una sfida, e nella vita di una famiglia che avrebbe dovuto imparare presto cosa significhi accogliere ciò che non ci si aspetta.
Raccontarti questi primi passi non è un esercizio di memoria, ma un modo per mostrarti come, a volte, ciò che potrebbe apparire come un limite diventi il primo vero maestro. Perché è proprio nei primi anni, nelle prime difficoltà e nei primi slanci di amore ricevuto, che ho iniziato – senza saperlo – a formare lo sguardo con cui ancora oggi osservo me stesso, gli altri e il senso più profondo dell’esistenza.
Questo capitolo apre il sipario su quel bambino, sulle sue fragilità e sui primi semi della forza che avrebbe coltivato negli anni successivi.Benvenuto nel punto di partenza del mio viaggio. È da qui che tutto prende forma.
1.1 Il mio nome, la mia storia
Scrivere di sé, per raccontarsi ad altri, è un po' come andare ad un primo appuntamento senza sapere chi ci sarà dall'altra parte.
Ecco perché ho pensato di immaginare questa prima parte introduttiva, un po' come se fosse un appuntamento al bar per un caffè.
Vedendomi seduto al tavolino, ti accorgeresti che sono una persona di statura media, piuttosto magra, senza capelli e con una barba che inizia a diventare grigia. Dimenticavo porto gli occhiali.
Molto probabilmente non ti accorgeresti subito che c'è qualcosa di diverso in me, se non osservandomi per un po’. Oltretutto ritengo di essere una persona di aspetto gradevole, pertanto questo potrebbe facilitare il passare in secondo piano ciò che rende abbastanza palese la disabilità che mi accompagna.
Questo, giusto per darti un'idea a grandi linee di ciò che potresti vedere con i tuoi occhi. Ovviamente però, c'è ben altro…
Ho cinquant’anni e oggi mi guardo allo specchio con una consapevolezza nuova. Non sono solo l’uomo che porta con sé una disabilità, ma il marito di una donna che amo profondamente e il padre di una figlia ventenne che non perde occasione di rendermi orgoglioso.
La mia vita non è stata semplice, ma è stata vera: fatta di cadute, di conquiste, di giorni bui e di giornate luminose che non dimenticherò mai. Ciò che mi accompagna, al di là delle difficoltà, è la certezza di avere un bagaglio di esperienze che mi ha reso l’uomo che sono oggi. Un bagaglio fatto di vita vissuta fino in fondo, senza rinunciare a ricercarne il significato anche nei momenti più duri.
La mia spiritualità è stata la bussola che mi ha permesso di non perdermi. Non intendo la spiritualità come qualcosa di astratto o lontano, ma come una presenza costante, concreta, che mi ha insegnato a trovare senso e valore anche laddove sembrava non esserci. Per rendere completo il quadro, non posso evitare di parlare del mio lavoro, che negli anni è cambiato esattamente come sono cambiato io. Tornerò più avanti sull'argomento ma voglio comunque darti un quadro generale che comprenda anche questo.
Scoprirai di me che non mi piacciono le cose semplici e infatti, il mio lavoro è sempre stato improntato sul problem solving. Quando ho iniziato, quasi 30 anni fa, la mia attenzione per la risoluzione dei problemi era totalmente orientata alla relazione uomo-cane. Sì, hai capito bene, la mia carriera lavorativa inizia vedendomi nei panni di esperto del comportamento del cane.
Con il passare del tempo, questo lavoro è stato integrato da me con tecniche di meditazione, che proponevo ai proprietari, con la finalità di rendere più semplice la gestione degli stati emotivi, che porta ad un miglioramento della relazione con l’animale.
Questa cosa, è piaciuta così tanto ai miei clienti, da far sì che mi proponessero di continuare a fare incontri con loro, anche quando il lavoro con il loro cane era terminato.
Un commento che ricordo sempre con grande gioia nel cuore, è stato: “quando vengo da te, poi sto bene per tutta la settimana".
Oggi, lavoro ancora con i cani, ma mi dedico anche con tutto il cuore alle persone, cercando di rendere migliore la loro vita.
Questo sono io adesso.
Da qui voglio partire per raccontarvi il mio viaggio: non un cammino perfetto, ma un percorso fatto di ostacoli, trasformazioni e scoperte che mi hanno insegnato che, anche con una disabilità, la vita può essere significativa, piena e sorprendente.
Scusa, che sgarbato, piacere mi chiamo Moreno!