Gli animali non ci seguono: ci accompagnano dove non sappiamo ancora andare

Guardiano il cane da un altro punto di vista

Se vuoi avere un buon rapporto con il tuo cane, devi essere il suo capobranco!   

Questo era quanto veniva detto dagli addestratori di cani, fino agli inizi degli anni 90 a chiunque si rivolgesse a loro.   

Come tutte le cose, anche se non vere, quando vengono ripetute da un numero sempre più grande di persone, entrano nel patrimonio culturale dell’umanità.

Il concetto di capobranco, appartiene ai lupi, peraltro nel tempo si è visto che anche per loro non è una condizione così rigida come si pensava inizialmente.  

Ma, proviamo ad andare oltre!   

Quando si riportavano le norme comportamentali del lupo sul cane, lo si faceva con l’idea che essendo l’uno cugino stretto dell’altro, le logiche potessero essere le stesse.  

Come risultato, per tanti anni il cane è stato gestito in un’ottica che gli è estranea.   

Tra lupo e cane, esiste la stessa corrispondenza genetica che c’è tra noi e gli scimpanzè. Anche se come me, non conosci benissimo questi primati, non serve che ti dica chi dei due risulta più evoluto.   

Non possiamo quindi pensare di avere a che fare con un lupo mancato.  

Anche se imparentato con questo, Il cane è un altro animale.   

In quanto a norme comportamentali simili, ma non uguali e soprattutto per la sua capacità di adattamento e integrazione nella vita dell’essere umano.  

Il rapporto con il cane

Questo importante cambio di paradigma, porta a dei cambiamenti fondamentali nella gestione e nel rapporto con il cane.   

Possiamo ancora parlare di regole, ma risulta impensabile essere un capobranco. Soprattutto perché questa figura, prevede l’imposizione fisica oltre che psicologica sui sottoposti.   

Anche se potrebbe essere ottenibile una certa pressione psicologica sul cane, per una questione prettamente evolutiva, sul piano fisico lui vincerebbe di sicuro.   

Ed ecco che questa condizione improvvisamente apre una porta. Quella della vita in parallelo con il cane, dove possiamo costruire un bellissimo rapporto, in veste di leader e non di tiranni.  

Anche se questa figura, può essere fraintesa, chi segue un leader non lo fa perché lo teme, bensì perché lo ritiene degno di essere seguito.  

Ma anche in questo modo, stiamo evitando di guardare il cane per ciò che è davvero.   

In sostanza, gli stiamo togliendo una parte importante del suo patrimonio di essere vivente.   

Per comprenderlo e viverlo davvero al cento per cento, dobbiamo fare ancora un piccolo sforzo.   

Dobbiamo immaginarci che per quanto sia importante offrirgli delle direttive, perché non sarebbe in grado di gestire da solo le strane regole della vita umana, ci saranno dei momenti in cui sarà lui ad insegnare qualcosa a noi.  

Essere accanto

Ci sono poche situazioni che rappresentano bene il rapporto che può esserci con il cane e quando penso a quella che gli è più vicina, ritorno alla mia infanzia:   

Primo pomeriggio, ho appena finito di mangiare e non vedo l’ora di vedere il mio migliore amico.   

Esco di casa percorro una ventina di metri, attraverso la strada e citofono. Lui è praticamente già dietro la porta che mi aspetta.  

Uno sguardo d’Intesa, due parole ben pesate e con la fantasia stiamo già entrando in un altro mondo.  

Inizia un’avventura dove esploriamo, costruiamo cose che poi utilizzeremo e ognuno di noi, senza prevaricare sull’altro, gli insegna qualcosa…  

In quei momenti, non c’era alcun senso di superiorità.  

C’era soltanto un obiettivo comune: vivere l’avventura.   

Lo so che sulle prime forse non ti riesce tanto facile vedere il cane come amico e compagno alla pari, ma forse è perché non ti stai sforzando di vedere dove potrebbe insegnarti qualcosa.   

Proviamo a farlo insieme… 

Cosa può insegnarci il cane

La convivenza con un animale è un invito silenzioso a trasformare il nostro modo di vivere.   

Iniziamo con il rifocalizzare: stare con un animale ci riporta al presente, allontanando le distrazioni e rendendoci più consapevoli.  

Da lì nasce il creare spazio: gli animali ci insegnano l’importanza di dare respiro alle emozioni, di ritagliarci momenti di quiete e di equilibrio.   

Questo spazio permette di riconnettersi con la natura, con il nostro animale e con noi stessi in modo autentico.  

Infine, tutto questo ci guida verso la guarigione: non solo come eliminazione di una malattia, ma come riconoscimento precoce di squilibri e come occasione di crescita interiore.  

In breve, gli animali ci aiutano a rifocalizzare, a creare spazio, a riconnetterci e a guarire, trasformando la nostra vita con la loro presenza discreta e preziosa.  

Se provi a vedere il cane in questi termini, sembra proprio che sia qui per portarci da qualche parte, ma per non lasciarci soli mentre impariamo a sentirci.  

Se anche tu hai sentito un animale accompagnarti in un momento che non sapevi attraversare, raccontalo nei commenti.

Commenta

0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti

Questo sito utilizza cookies per migliorare l’esperienza di navigazione.