Ritrovare l’impegno e il valore delle pratiche millenarie

Dopo quasi un anno in cui il fortunato incontro con i miei maestri aveva cambiato totalmente la mia vita, sentivo che mancava un gesto, una formula, un avvenimento che avrebbe consolidato l’impegno preso con me stesso. 

Tradizionalmente, nel buddhismo tibetano quando l’allievo riconosce il maestro ed è intenzionato a prendere un impegno serio con questo, può fare richiesta di accedere ad una cerimonia particolare che si chiama Presa di rifugio

Questo evento oltre ad essere un impegno bilaterale, perché anche il maestro si impegna a seguire l’allievo nella sua evoluzione spirituale, è anche una soglia.

Indica l’inizio di un percorso, che può durare anche tutta la vita. 

Come dicevo, sentivo il desiderio di consolidare questo percorso che era già diventato parte della mia vita, ma che in qualche misura non era ancora stato ufficializzato. 

Ricordo che al termine di un insegnamento andai da Lama Michel Rimpoche per salutarlo e poi gli dissi che volevo prendere rifugio.

Lui mi sorrise, mi disse con estrema gentilezza che avrebbe sicuramente organizzato la cerimonia e poi si congedò. 

Dopo circa un paio di mesi, pur vedendo il mio maestro una volta a settimana, non avevo più avuto notizie in merito alla mia richiesta. Decisi quindi di ricordare questo mio desiderio al Lama.

La risposta che ottenni, fu praticamente una copia della prima. 

Ero però fiducioso, che dal momento che si trattava di un refresh, qualcosa sarebbe accaduto.

Trascorsero altri due mesi circa, nelle stesse condizioni di frequentazione della mia prima richiesta e non ebbi ancora alcuna risposta.

Onestamente, cominciavo a sentirmi un po’ preso in giro. Dal momento che però la ritenevo una cosa importante per me, decisi di tornare nuovamente alla carica. 

Ed eccomi di nuovo davanti a Lama Michel con la mia richiesta per la presa di rifugio. 

La risposta fu leggermente diversa, ma non troppo: 

“So bene che ci tieni e mi ricordo della tua richiesta, sicuramente lo faremo”.

Salutai il mio maestro e andai via fiducioso. A quel punto però, qualcosa dentro di me era cambiato, c’era ancora il forte interesse, ma l’impellenza del risultato a breve termine, non so per quale motivo, scomparve. 

Non più di due settimane dopo la mia ultima richiesta, venni contattato dall’assistente del Lama che mi disse che la mia presa di rifugio era fissata per il giorno x all’ora y.

Questa esperienza, che durò qualche mese, fu importante per me, non tanto per l’epilogo positivo, quanto per ciò che avevo compreso dal momento in cui era partita la mia richiesta, al momento in cui era stata soddisfatta.

La spiritualità di Amazon

Perché il mio Maestro mi aveva fatto aspettare quasi 6 mesi prima di dare seguito alla mia richiesta?

 

Perché avevo dovuto andare da lui 3 volte prima di ottenere la “mia” presa di rifugio?



Ho un ricordo molto chiaro della mia infanzia.

Nel paese in cui abito c’è ancora una cartoleria che all’epoca era nota per avere i giochi più ambiti e belli. 

Proprio per questa ragione, quando esplodeva una nuova tendenza, tutti andavano lì per procurarsi il gioco del momento e ovviamente c’era la probabilità di arrivare tardi.

 

Quando questo accadeva, l’unica cosa che rimaneva da fare era chiedere alla cartolaia di ordinare il gioco e attendere che arrivasse. 

Potevano volerci, da diversi giorni a qualche settimana ti mettevi l’anima in pace e aspettavi.

 

Nel momento in cui però andavi a prendere il tuo gioco tanto atteso, il valore che aveva, era almeno doppio!

 

Questa modalità, non solo faceva apprezzare l’arrivo dell’oggetto tanto desiderato, ma creava anche una condizione non dettata dalla disponibilità immediata. 

 

Cerco di essere più chiaro. 

 

Quando non trovavi subito l’oggetto del tuo desiderio, la tua mente era davanti a un dilemma:

 

Sono davvero pronto ad aspettarlo per qualche settimana o non lo desidero poi così tanto. 

 

Non trovandolo disponibile, potevi anche capire se realmente era qualcosa che desideravi con tutto te stesso o seppure era un capriccio del momento. 

 

Oggi basta un click o un tap sullo smartphone per avere l’oggetto nel giro di 24-48 ore. 



La disponibilità e la reperibilità immediata di tutto ciò che vogliamo proposta da Amazon, ormai è diventata un sistema con radici così profonde, da andare a toccare addirittura l’ambito spirituale. 

 

Per essere più chiaro, tutto e subito equivale a mancanza di profondità. 



No, non voglio essere come quelli che dicono che se vuoi avere qualcosa di valore te lo devi sudare. Anche perché, soprattutto in ambito spirituale, mi è capitato di ricevere regali inattesi, particolarmente illuminanti. 

 

Quando sei pronto, le cose arrivano! 

 

Ciò che cambia, è la predisposizione interiore, perché spiritualità significa accedere alle profondità della nostra esistenza. 

E quasi sempre, quando otteniamo qualcosa con facilità, non ci soffermiamo troppo sul valore di ciò che abbiamo ricevuto. 



L’attesa che mi ha separato dal momento della richiesta, al momento effettivo della mia presa di rifugio, non solo ne ha raddoppiato il valore, ma durante l’attesa, mi ha fatto capire quanto  davvero la desiderassi. 



Il punto è che l’accesso facilitato, non rende solo più semplice l’ottenimento di qualcosa, ma gli fa perdere anche una parte del suo valore intrinseco.

Il panorama spirituale di oggi

Hai mai provato ad inserire su Google del tuo smartphone una ricerca con queste due parole: 

 

Percorso spirituale 



I primi tre risultati che appaiono riguardano app sponsorizzate che puoi installare sul tuo telefonino. 

 

Subito dopo, arrivano le sponsorizzazione di chi ha un blog e si occupa di spiritualità. 

 

Verso il fondo, si comincia a trovare qualcosa che riguarda concretamente questo aspetto della vita. 



Oltre a questa modalità con cui ci vengono proposte le cose, esiste anche la scarsa attenzione che abbiamo sviluppato nei confronti dei contenuti.

 

Certo che internet è una bella cosa, mette a disposizione di tutti qualunque tipo di informazione. 

 

E quando dico qualunque, intendo anche quelle che in alcuni ambiti di ricerca non dovrebbero comparire. 



Ti sembra normale che un adolescente che comincia a porsi interrogativi sulla sua interiorità, trovi come approccio alla spiritualità delle App?



Ci sono cose per le quali ottenere una risposta richiede tempo, cambiamento e maturazione.

Nuovo non è per forza migliore

Più volte nel mantenere vive le mie abitudini, legate alle pratiche spirituali quotidiane, mi è capitato di chiedermi per quale motivo alcune cose dovevano essere fatte come mi erano state insegnate. 

 

La risposta è semplice:

 

Innanzitutto perché funzionano. 

 

È secondariamente perché non sono sicuramente il frutto di un lavoro superficiale. 



Non mi fraintendere, non sto dicendo che la spiritualità debba essere per forza qualcosa di noioso a cui restare incollati. 

 

Dico semplicemente che dietro alle tradizioni, non c’è solo: “è perché me l’hanno insegnato così”.

 

Dietro al tramandare una tecnica di maestro in allievo, c’è anche un aspetto energetico, che non può essere sottovalutato.

Il valore della trasmissione

Proprio ieri, ho avuto l’opportunità di partecipare ad un evento molto particolare e parecchio coinvolgente. 

Anche se in maniera un po’ più leggera, mi ha ricordato l’effetto che producevano in me le iniziazioni che ho preso da diversi maestri che ho avuto la fortuna di incontrare. 

Al termine di questi eventi, sperimentavo uno sconvolgimento energetico, tale per cui spesso faticavo a dormire. 

Frequentemente, questo accadeva addirittura la notte precedente all’evento.

L’aspetto interessante di quella che sarebbe potuta essere una limitazione, risiedeva nel fatto che non pativo minimamente l’assenza di riposo.

C’era quasi sempre una sorta di piacevole scombussolamento e ci volevano poi un paio di giorni perché tutto si assestasse.

Questa, era la forza della trasmissione in diretta discendenza. I monaci che portavano l’insegnamento di quella pratica, ricevuta dai loro maestri, che a loro volta l’avevano ricevuta da loro e così via. 

Quando parliamo di spiritualità vera, non possiamo escludere in alcun modo l’aspetto energetico.

L'energia che ci governa

Ognuno di noi è legato alla vita terrena attraverso energie che ci governano. 

 

Queste, sono collegate ai nostri corpi sottili e molto sottili. 

 

Ogni volta che sperimentiamo qualcosa che entra in contatto con questa energia, il cambiamento è un cambiamento profondo. 



Questi processi, sono un segno dentro di noi solo per le cose che impariamo.

Posso assicurarti, che alcune iniziazioni che ho preso, non le ho completamente comprese sul piano concettuale, tuttavia, anche se me ne sono accorto tempo dopo, hanno lasciato un’impronta indelebile.



Ed è proprio questo il carattere unico dell’evoluzione spirituale. La capacità che ha di cambiarci da dentro. 



La prossima volta che sei alla ricerca di qualcosa che ti permetta di evolvere, prova a ricordarti quello che hai letto in questo articolo.

 

Lascia perdere le app, che l’unica energia che sono in grado di muovere è quella della batteria del tuo smartphone e quando accedi a blog o siti che esplorano determinati contenuti, cerca sempre di riconoscere come attendibile la fonte.

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