“Mi sento bloccato e non riesco ad andare avanti”

Se la tua vita è perfetta, perché ti senti vuoto?

Sono passati anni da quando pensavi a come ti saresti costruito la vita. Oggi, guardandoti indietro, puoi dire di aver raggiunto diversi obiettivi: alcune cose sono andate come volevi, altre no, eppure sei riuscito a creare una stabilità. Hai una routine serrata, rassicurante, che va avanti identica da tempo.

Ogni mattina ti svegli, fai colazione, vai al lavoro. Esci verso le cinque del pomeriggio, vai in palestra a fare quell’oretta di allenamento tre volte alla settimana. Poi torni a casa, mangi e la giornata si chiude sul divano, guardando una serie su Netflix. Di tanto in tanto organizzi una cena o un aperitivo con gli amici. Sulla carta, potresti non aver bisogno di nient’altro rispetto a ciò che hai.

Eppure, a un certo punto, succede qualcosa di strano.
Sei arrivato a un’età in cui hai la maturità sufficiente per capire benissimo se stai bene o stai male. E, una mattina come tante, ti svegli e ti rendi conto di essere completamente bloccato.
Vorresti che qualcosa cambiasse, ma non sai come. Vorresti una svolta, ma la cosa più frustrante è che non sai nemmeno il perché di questo desiderio. In fin dei conti, hai ottenuto ciò che volevi e la vita che hai non è affatto male.

Il vuoto dietro la routine

Da quella mattina, però, tutto prende una piega diversa. Cominci a guardare ciò che ti circonda e ti accorgi che niente ti dà più la soddisfazione di prima. Continui a portare avanti le tue giornate, ma ogni azione sembra diventata monotona, inutile.

 

Anche quando esci con gli amici e ti diverti, c’è qualcosa che stride. Ti ritrovi ad ascoltare i soliti discorsi e, per la prima volta, li percepisci come terribilmente superficiali. Non ti aspetti certo di parlare di politica estera o di fisica quantistica davanti a una pizza, ma improvvisamente senti che non puoi passare la serata a discutere dell’automobile appena comprata, del modo sbagliato in cui è stato realizzato un pezzo dell’arredamento della cucina, o di come l’ambiente automobilistico sia pieno di cliché sulle donne.

Tutti questi discorsi, in questo momento, ti fanno sentire vuoto. E la domanda che continua a frullarti in testa è sempre la stessa: Perché? Perché proprio ora che la mia vita è avviata e ho raggiunto i miei obiettivi, mi sento bloccato e non riesco ad andare avanti?

Il tempo passa e quell’insoddisfazione prende un posto sempre più grande. Inizi a fare fatica ad alzarti la mattina. E la sera, mentre cerchi di spegnere il cervello davanti alla televisione, i tuoi pensieri scivolano inevitabilmente lì: su ciò che manca, su quel senso di insoddisfazione che sta logorando la tua quotidianità.

La spia rossa sul cruscotto

Se sei dentro a tutto questo proprio adesso o ne senti i primi sintomi, voglio dirti una cosa: non devi preoccuparti. Stai evolvendo.

Sta succedendo qualcosa dentro di te che richiede un approccio diverso. In poche parole, la tua parte più profonda sta venendo a galla e ha bisogno di essere ascoltata.

Negli anni passati lei ti aveva già mandato piccoli segnali, ma tu eri così preso dai doveri e dalle cose da fare che non ci hai mai badato troppo. Quando insorgeva un momento di tristezza, di mancanza o di insoddisfazione, avevi la tua strategia: bastava chiamare un amico, uscire per un aperitivo, andare in palestra o fare una qualunque altra attività. Usavi la distrazione per spegnere quella fastidiosa spia che si era accesa sul tuo cruscotto interiore. E questo trucco ha funzionato per tanto tempo.

Ora, però, quella spia è diventata fissa. Anche se cerchi di ignorarla, non si spegne più.

Produce una luce rossa, intensa, impossibile da non vedere. E a questo punto, per quanto sia fastidiosa, devi per forza darle ascolto.

La verità è che sul piano del nostro benessere psicofisico esiste una necessità importante che riguarda la nostra spiritualità. E la spiritualità non ha nulla a che vedere con le pratiche religiose, i credo o i dogmi. È qualcosa di molto più intimo: è il contatto autentico con se stessi.

Può tradursi semplicemente in una passeggiata in mezzo ai boschi, o nel prendersi una mezza giornata per stare da soli a viversi e ad ascoltarsi. Avere una vita spirituale non significa per forza fare yoga, meditare o andare in chiesa tutte le domeniche. Quelle sono solo modalità di accesso alla propria interiorità, ma non sono le uniche. L’accesso è personale, e passa dall’ascolto.

La metafora della ruota quadrata

Il messaggio “Mi sento bloccato e non riesco più ad andare avanti” è un segnale potente. Ma perché non ci muoviamo più?

Immagina la gomma di un’automobile che è rimasta ferma, appoggiata nello stesso punto, per anni. Se provi a far girare quella ruota, ti accorgerai immediatamente che ha perso la sua rotondità. Nel punto in cui è rimasta schiacciata contro il terreno si è deformata. Di conseguenza, non scorre più: salta, oppone resistenza, si blocca.

Lo stesso accade a noi. Quando nella vita ci sentiamo bloccati e non sappiamo come uscirne, è perché abbiamo perso la nostra rotondità. Non ci siamo presi cura di quella parte di noi che avrebbe reso la nostra vita piena, in grado di andare avanti senza spietati attriti.

Diventa quindi necessario, in quel momento, offrire a noi stessi ciò di cui abbiamo bisogno: spazi e tempi in cui iniziare ad ascoltare le nostre reali esigenze, specialmente quelle che vanno oltre i bisogni materiali o fisici.

Uscire dalla zona di comfort per tornare a scorrere

Questo passaggio può spaventare, ed è normale che sia così. Ogni volta che facciamo qualcosa di nuovo, di cui non conosciamo l’esito finale, proviamo preoccupazione e timore. Ma in questo caso, uscire dalla propria comfort zone e rompere la vecchia routine è l’unico modo per sbloccare la situazione.

Come ti dicevo all’inizio, se questa sensazione ti sta raggiungendo nonostante la tua vita non abbia subito traumi o battute d’arresto evidenti, non aspettare ad andare incontro al cambiamento. Quando ignoriamo questi segnali d’avviso, la vita tende a bussare più forte. E a quel punto può accadere qualcosa che non possiamo ignorare, perché ci costringe a fermarci e a guardarci dentro.

Quindi, appena senti manifestarsi quel blocco, ricorda: la direzione corretta è quella che va verso di te.

Vuoi ritrovare la tua rotondità?

Intraprendere questo viaggio da soli può essere difficoltoso. Se senti questa fatica e hai bisogno di indicazioni chiare sul modo in cui imparare ad ascoltarti e a decodificare i tuoi programmi interiori, sappi che io sono qui. Sarò felice di accompagnarti e fornirti gli strumenti per tornare a scorrere.

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