Meditare con gli animali: quando il silenzio diventa una forma di connessione

L'opportunità di vedere il cane da una prospettiva più completa

Sono ormai trascorsi più di 10 anni da quando condividevo la mia vita con Black.

Quando ero poco più che bambino, guardavo spesso la serie televisiva Magnum PI e sono sempre stato affascinato da Zeus e Apollo, i due dobermann che ascoltavano solo Higgins.

È sempre stata una razza che mi ha incuriosito, pur avendo sempre avuto cani, quel tipo di esperienza mi mancava!

Così, poco meno di 21 anni fa, è arrivato lui. 

Nonostante  mi piacessero davvero molto, non avevo mai vissuto in prima persona la nevrilità di questa razza e Black, ne era un esempio lampante.

Durante la giornata, bastava uno stimolo anche piccolo, per attivarlo immediatamente. Mi venne quindi un’idea. 

Decisi che anziché andare in camera da letto a fare le mie sessioni di meditazione, avrei potuto farle in soggiorno, dove solitamente c’era anche lui.

Non sapevo quale fosse la ragione di questa intuizione, ma in qualche modo pensavo, che avendo degli effetti benefici su di me, molto probabilmente, almeno sul piano energetico, avrebbe fatto bene anche a lui. 

La prima esperienza, fu sbalorditiva! 

Non appena mi misi seduto a terra sul cuscino da meditazione, arrivò incuriosito. 

Fu sufficiente qualche respiro di preparazione per rendermi conto che si era sdraiato accanto a me e aveva appoggiato il suo muso sulla mia coscia sinistra. 

Quando entrai in stato meditativo, mi accorsi che il suo appoggiarsi, era diventato più pesante. 

Per tutto il tempo di quella prima meditazione, ma anche di quelle successive, non si mosse. Sembrava essere caduto in una sorta di catalessi, che terminava nel preciso istante in cui io stavo uscendo dal processo meditativo. 

Non voglio esagerare nel dire che fu merito delle meditazioni fatte insieme l’importante aumento degli autocontrolli. Tuttavia, posso affermare che non appena mi vedeva prendere posizione, sembrava avere fretta di raggiungermi, per poi sdraiarsi e immediatamente dopo, tranquillizzarsi. 

Inutile dire che i risultati ottenuti con lui, mi hanno spinto in due direzioni. 

La prima fu verso la ricerca e l’approfondimento. 

La seconda mi portò a proporre questa meravigliosa esperienza ad altri proprietari e ai loro quadrupedi. 

Più  facevo esperienze ed osservavo i risultati di queste, più ero orientato a credere che i cani fossero molto sensibili alle energie sottili.

Parallelamente alle meditazioni, ho più volte utilizzato il ReiKi, accorgendomi che anche in quel caso, l’esposizione a quella forma di energia e l’effetto finale ottenuto, erano differenti rispetto alle persone.

L’esposizione era più breve e l’effetto conclusivo più duraturo. 

Di questo però ne parleremo tra poco. 

Ciò che credo sia importante sottolineare, è che esistono tanti tipi di meditazione, con tanti obiettivi differenti.

La tecnica che più spesso ho utilizzato in presenza di Black, viene chiamata autoguarigione tantrica Ngal’So.

Il nome stesso, indica che si tratta di un processo di guarigione autonoma.

Una delle grandi qualità di questa pratica, che racchiude in sé centinaia di anni di impiego delle energie legate ai cinque elementi, ai colori, ai simboli, ai suoni e ai cinque guaritori supremi.

Tutti i processi sviluppati, hanno come obiettivo la guarigione, non solo per chi sta praticando, ma anche per tutto ciò che di vivente e non vivente c’è intorno a lui.

Oltre che come dicevo prima, gli anni di tradizione di queste tecniche, a generare un effetto importante, è la motivazione che viene messa all’inizio e durante la pratica.

Il principio risulta valido, non solo per una tecnica particolare come questa, ma anche per qualunque forma di meditazione e di utilizzo consapevole delle proprie energie mentali. 

Ciò che accade, è che se noi mettiamo nella meditazione che stiamo facendo l’intento di essere di beneficio all’animale vicino a noi, il risultato che otterremo sarà esattamente quello. 

Un grande bonus che deriva dalla meditazione, indipendentemente dalla tecnica, è quello di tenerci ancorati al presente nel momento presente. E in questo, gli animali sono davvero dei maestri.

Gli animali come maestri naturali di presenza

Dal punto di vista evolutivo, un animale come il cane che deve essere costantemente pronto ad utilizzare le proprie abilità per procacciarsi cibo, non può sfuggire dalla presenza costante nel qui ed ora.

Prova a pensare a cosa accadrebbe se a fronte di qualche inevitabile fallimento, ogni volta che il cane vive un’esperienza nuova, si fermasse a pensare alle volte in cui le cose non sono andate come si aspettava. 

Sarebbe una vera e propria tragedia, non credi? 

La capacità di restare presente nel momento presente, viene esibita in diverse occasioni.

Dai momenti di svago, al lavoro in collaborazione con l’essere umano, il cane non perde un colpo.

Quando interagisce con l’ambiente, resta concentrato su ciò che vede, sente o fiuta.

Quando svolge compiti particolari insieme all’essere umano, riesce a fare altrettanto.

Non solo è capace di tenere a lungo la concentrazione su una specifica traccia olfattiva, è anche in grado di trascorrere una buona parte della giornata a dirigere altri animali nelle direzioni che gli vengono indicate.

Questo fa sicuramente parte delle caratteristiche del cane, ma diviene un aspetto estremamente importante anche per la nostra convivenza con lui. 

Immagina di fare una passeggiata nel verde insieme al tuo cane. 

Contrariamente a ciò che accade normalmente, immagina di poterti prendere tutto il tempo che desideri per osservarlo ed essere davvero con lui.

Ti accorgerai che momento dopo momento, malgrado stia facendo cose differenti, nulla può allontanarlo dall’attenzione sviluppata sull’obiettivo. 

Qualora arrivi qualcosa di estremamente interessante, più interessante di ciò che sta facendo, potrà effettivamente rivolgere altrove la sua attenzione, ma senza alcun tipo di ripensamento.

Quante volte tu riesci a fare altrettanto?

Credo che dietro a questa prerogativa di questo splendido animale, ci sia la spiegazione dell’importante effetto che produce la meditazione dell’essere umano vicino a lui. 

Rispetto a noi, è molto più bravo a rimanere nello stato di benessere, senza alcun tipo di distrazione. 

Quando ci fermiamo davvero accanto a loro, senza aspettative e senza fretta, può accadere qualcosa di sorprendente: il silenzio smette di essere solo assenza di parole e diventa una forma di connessione.

Il silenzio condiviso

Quando torno indietro con la memoria a quei momenti condivisi con Black, la prima cosa che mi torna in mente, vivida come se fosse appena stata vissuta, è il momento di silenzio. 

Non è solo una condizione temporale, è qualcosa che coinvolge anche lo spazio. 

Una sfera di energia che ha all’interno due esseri in comunicazione tra loro. 

Il più, non si tratta di una comunicazione alla quale siamo abituati solitamente. Si tratta piuttosto di un momento in cui due anime di duei due specie differenti, sono realmente così vicine da toccarsi. 

Quel momento di intimità, ancora oggi mi fa venire i brividi. Era una vera e propria coccola, che permetteva ad entrambi, nello stesso momento, di condividere i benefici delle energie sottili ben indirizzate.

In quei momenti al di là della sua presenza fisica, sapevo che era con me. 

Durante la pratica della meditazione, non è inconsueto perdere la percezione del proprio corpo, eppure il suo essere vicino a me era percepibile come energia. 

Abbiamo sempre avuto un rapporto molto bello ed il suo attaccamento nei miei confronti era comunque piuttosto forte. 

Dal momento in cui abbiamo iniziato a condividere questi attimi di meditazione, potrei dire congiunta, il legame tra noi si è ulteriormente rinforzato. 

Questo aspetto è diventato visibile nella vita di tutti i giorni. Spesso era sufficiente uno sguardo per comprenderci a vicenda. 

Lui capiva cosa volevo chiedervi ed io capivo il suo stato emotivo. 

Tutto questo, senza proferire verbo!

Sono sicuro che oltre all’inestimabile capacità del cane di leggere le posture, il tono di voce e i movimenti dell’essere umano, ci sia una capacità innata di cogliere l’energia che accompagna la persona che in quel momento sta interagendo con lui.

Sensibilità energetica degli animali

Come ho già anticipato in apertura dell’articolo, i cani e gli animali in genere, hanno la capacità di percepire le vibrazioni energetiche. 

Possiamo vederci come dei ricetrasmettitori, con una particolarità.

Noi siamo capaci di ricevere e trasmettere contemporaneamente. Così come, siamo in grado di generare informazioni attraverso la comunicazione verbale, mentre ascoltiamo, siamo anche in grado di inviare e ricevere informazioni sul piano energetico. 

Ogni pensiero, che venga o meno trasformato in parola o azione, genera comunque energia. Questa, si rende disponibile nell’area intorno a noi attraverso l’aura.

Ricordo che durante un corso di Theta Healing, mi venne chiesto di generare in me diversi stati emotivi in successione, mentre gli altri partecipanti osservavano la mia aura. 

Ad ogni cambiamento nelle mie emozioni, l’insegnante e i partecipanti sono stati in grado di cogliere cambiamenti di colore e dimensione nello spazio intorno a me. 

Anche se è vero che per vedere l’aura è necessario un discreto allenamento specifico, c’è comunque un aspetto percettivo che viene abbastanza naturale a tutti.

Quelli che comunemente definiamo sensazioni, in ambito energetico sono la percezione della variazione di campo dell’altra persona. 

In tal senso, l’unico allenamento che occorre, è legato al lasciarsi andare, smettere di zittire le sensazioni che abbiamo e lasciarle fluire liberamente in noi. 

L’aspetto più grandioso di tutto questo, è che il cane non ha bisogno di allenarsi. 

È interessante però, pensare che nel momento in cui proviamo ad imitarlo, mantenendoci il più possibile nel qui ed ora e concedendoci di ascoltare le nostre percezioni, diventiamo sicuramente più completi.

Creare le basi per una relazione più profonda

Il livello di intimità che ti ho descritto qualche riga fa, non è un’utopia, si può raggiungere quando ci apriamo ad un livello relazionale più elevato. 

In sostanza, quando decidiamo di superare le nostre resistenze concettuali e di accettare che esistono forme di comunicazione sottile che semplicemente abbiamo smesso di usare, davanti a noi si apre uno scenario di possibilità completamente nuovo. 

È frequente sentir dire che le persone troppo sensibili sono svantaggiate rispetto alle altre. La realtà, è che quelle persone sono nel bel mezzo di un salto evolutivo. 

Non solo, spontaneamente stanno andando verso una modalità che negli animali e nel cane è presente, sono anche bravi nel codificare le informazioni che ricevono. 

Quindi, se per caso hai la sensazione di essere schiacciato da ciò che percepisci da chi ti sta davanti, comincia a non pensare di vivere una situazione sfortunata, bensì di essere nel posto giusto, al momento giusto, per un’evoluzione. 

“Sentire forte”, significa avere delle opportunità in più dal punto di vista relazionale, con tutti gli esseri viventi. 

Ma non è l’unico aspetto positivo, questo processo aiuta anche a sviluppare maggior consapevolezza su emozioni e stati emotivi, consentendo di diventare più fermi su ciò che è nostro, senza entrare in ciò che è dell’altro.

Se non si possiede nessuna predisposizione, nessuna paura, ci si può addestrare all’ascolto.

Il primo passo importante è cominciare dall’ascolto di sé, per poi renderlo possibile anche nei confronti degli altri. 

Alcune esperienze possibili

Ci sono allenamenti che puoi fare insieme al tuo cane ed altri che puoi fare per conto tuo. Qui di seguito, te ne presenterò uno per tipo.

 

Partiamo dai primi.

 

Un esercizio che funziona molto bene è la passeggiata con il cane. 

Il mio consiglio è di stabilire un tempo ragionevole, non inferiore ai 30 minuti, da dedicare a questa attività. 

 

Lascia a casa lo smartphone e se proprio non puoi, in quella mezz’ora tienilo almeno in “modalità non disturbare“.

 

Trova un luogo in cui puoi lasciare libero il tuo cane, senza che corra alcun pericolo. Se per una ragione qualunque, non senti di poterlo fare, utilizza almeno un guinzaglio di 6-8 metri.

 

Decidi deliberatamente nella tua mente di lasciare che sia il tuo cane a decidere dove vuoi andare, tu semplicemente lo seguirai. 

 

In questo momento, entriamo nel vivo dell’esercizio. Osservalo il più possibile senza farti distrarre da nulla. 

 

Prova ad immaginare di essere lui. Cerca di capire cosa attrae la sua attenzione. Un rumore, un odore o il movimento di qualcosa. Osserva nei minimi dettagli quanto la sua concentrazione sia tutta su quello stimolo. 

 

Se riesci a portare a termine questo momento di attenzione su 3-4 stimoli almeno, avrai sperimentato la capacità di rimanere presente nel momento presente con il tuo cane, per un tempo utile da cominciare ad assaporare i benefici di questa pratica. 



Questo allenamento, invece puoi farlo anche in solitudine. 

 

Quando arrivi a fine giornata e hai esaurito tutti gli impegni, programma di avere una mezz’oretta per te.

 

Scegli un posto tranquillo, dove nessuno può disturbarti almeno per quel frangente. 

 

Utilizza una sedia o una poltrona, evitando di sprofondarci dentro. 

 

Porta la tua attenzione sul respiro, portando a termine tre respirazioni complete e poi riporta la tua mente ad un momento particolarmente coinvolgente della tua giornata. 

 

Tornaci dentro. Lascia che piano piano, l’ambiente in cui eri, le persone che avevi intorno, ma soprattutto ciò che provavi, riemerga.

 

Ti troverai nella condizione di rivivere qualcosa che ha già sperimentato ma a cui hai prestato attenzione. 

 

È il momento di farlo! 

 

Riemergeranno tutte le emozioni o almeno quella che hai vissuto con maggiore intensità, di quel momento.

Lascia che accada, non preoccuparti. 

Anche se l’emozione che stai provando dovesse essere poco gradevole, ricordati che puoi tornare a sedere sulla tua poltrona, in qualunque momento.

 

Quando riaffiorerà l’emozione o lo stato emotivo, prova a portare l’attenzione al punto del corpo in cui senti maggiormente ciò che sta accadendo.

 

Resta per qualche istante ad ascoltarti e lascia che emerga in te un senso di leggerezza.

Poi con tutta calma, riporta l’attenzione sul tuo corpo e sull’ambiente che ti circonda.

 

Questo esercizio ti aiuterà a sentire con un lieve anticipo le emozioni che provi. Il tuo corpo è il primo ad accorgersene e ti aiuterà a comprendere cosa dovrai affrontare di lì a poco. 

 

La consapevolezza che conseguirà a questo tipo di allenamento, ti tornerà utile in tantissime circostanze.



La relazione con un animale può diventare molto più di una semplice convivenza.

 

Può diventare un percorso di crescita e di consapevolezza condivisa.

 

Se senti che questo tema risuona con te, possiamo esplorarlo insieme in un percorso dedicato.

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