In questi ultimi 12 mesi, mi sono soffermato diverse volte a pensare alla pandemia, agli effetti che sta producendo sul genere umano ed a quali popotrebbero essere le conseguenze.

Ai bambini ed ai ragazzi viene negata l’opportunità di trascorrere del tempo insieme, non oso immaginare che impatto avrà tutto ciò sul loro sviluppo emotivo e sociale. Sempre per loro, l’ormai famosa DAD (didattica a distanza), sta purtroppo abbassando il loro livello di preparazione scolastica.

Se poi penso al danno economico che sta generando ad una fetta sempre più ampia di categorie, a partire dai ristoratori, per arrivare a tutti quelli che fanno vendita al dettaglio, mi vengono i brividi.

Poi però non posso far a meno di pensare ai cani, miei compagni di vita e impareggiabili conviventi di tante persone che si rivolgono a me per appianare le difficoltà di relazione con loro.

Sono stati da prima accusati di essere veicolo del COVID-19, poi ci si è ricordati di quanto fosse importante tenerli puliti ed allora uno dei primi esercizi commerciali a riaprire sono state le toelettature. In seguito, improvvisamente, con il secondo giro di chiusure, ci si è dimenticati che esistono e allora, tutti sporchi!

Però sono stati anche la scusa per permettere alle persone di uscire di casa durante i vari lockdown e i canili si sono improvvisamente svuotati.

Ma che effetti ha tutto questo altalenarsi di situazioni su di loro?

Ti posso dire qualcosa in merito.

Partiamo dai cuccioli, che hanno la necessità di relazionarsi il più possibile con i loro simili, per crescere emotivamente e fisicamente sani.

Data l’impossibilità di creare assembramenti, la riduzione dei rapporti sociali tra proprietari, si tradotta con un inevitabile restringimento delle situazioni di gioco e di interazione anche per i giovani cani.

Ovviamente, poi chi ha problemi di carattere gestionale con loro, non può rivolgersi ad altri che non siano veterinari, perché in nessun dpcm vengono menzionate le figure che si occupano di questo. E, senza nulla togliere ad una categoria con cui collaboro spesso, sono davvero pochi i veterinari ad avere competenze su questi argomenti.

Poi il mio pensiero va a tutti i cani che ormai, per lo smart working, si sono abituati alla presenza costante del o dei proprietari.

A tal proposito, sapevi che sono sufficienti 10 giorni di vacanza, con la presenza continua dell’essere umano, perché il cane, una volta tornato alle condizioni di vita precedenti, manifesti sintomi di ansia da separazione?

Purtroppo già un interessante percentuale di pelosi abbaianti, è caduta in questo contenitore.

E poi, non posso fare a meno di domandarmi, se tutte quelle persone che hanno deciso di prendere con së un cane perché ora hanno tempo, sono state così lungimiranti da pensare che, quando questo tempo disponibile non ci sarà più, dovranno comunque avere cura del loro animale.

Forse, quando rientreranno le varie restrizioni e mi auguro che questo accada, assisteremo ad una vera e propria esplosione dei canili. Spero con tutto il cuore che non avvenga nulla di simile!

Io, cosa sto facendo per cercare di migliorare la situazione?

Cerco di continuare ad aiutare chi si rivolge a me, attraverso le videoconsulenze. Già anni fa, sull’inserto del Corriere della Sera, avevano pubblicato un articolo, sul mio modo di proporre consulenze a distanza, ma allora era solo per chi abitava lontano.

Oggi, sono felice di aver sviluppato questa modalità operativa, perché mi consente di fare qualcosa di buono, in un momento così difficile, anche per i miei amici cani.

E tu, cosa fai?

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