È venerdì sera, per la verità, ormai notte. Ho trascorso una buona parte della giornata a lavorare sui social network, concludendola con un webinar sull’individuazione e la gestione degli stati emotivi, al fine di interagire meglio con gli animali.Sono davvero molto stanco, ma durante un esercizio proposto all’interno del webinar, ho avuto una sorta di folgorazione ed avevo paura che se non avessi messo in parole ciò che sentivo, avrei rischiato di perderlo.
Ed eccomi qui a scrivere.

Due domande mi ronzano per la testa, dal momento della folgorazione: Cos’è la gioia? E soprattutto, dove la si cerca?

Durante l’esercizio di meditazione fatto insieme ai partecipanti del webinar, li ho guidati da prima, a rivivere una situazione legata ad un momento di rabbia, prestando particolare attenzione alle sensazioni fisiche che provavano. Il secondo passo è stato quello di chiedere loro la stessa cosa, ma rivivendo un momento di gioia. Anche in questo caso, era indispensabile prestare attenzione alle percezioni legate al corpo.Mentre svolgevo anch’io l’esercizio, mi sono accorto che la mia mente, senza alcuna fatica, quando gli ho chiesto di rivivere un momento di vera gioia, non mi ha portato ad una situazione materiale, bensì ad un momento ben specifico di intensa attività spirituale.

Eh sì, che ho provato più volte a svolgere questo esercizio. E solitamente finivo a ripensare al momento della nascita di mia figlia. Frangente che ritengo davvero uno, se non il più gioioso della mia esistenza terrena.
Ma, questa volta, non è successo!

Ho rivissuto invece, un momento molto intenso, in cui mi sono sentito in comunione con Dio.
E qui, sono comparse le due domande: Cos’è la gioia? E soprattutto, dove la si trova?

Il fatto è che nella vita terrena, quella che tutti noi viviamo, siamo alla ricerca continua di situazioni estremamente grandi, per provare gioia. Il punto è che queste situazioni, sono così rare, da rischiare di aspettare una buona parte della propria esistenza, se non tutta, per rivivere uno di quei momenti. Qual è il rischio? Il rischio è perdere, nel frattempo, tutto ciò che sta accadendo, rendendolo piatto. Privo di emozioni.

La Bibbia, i Testi di filosofia Buddhista, sui quali ho investito tante ore del mio tempo, esortano tutti a ricercare la gioia, la felicità, nelle piccole cose di tutti i giorni.

Non posso pensare, che ci sia qualcosa di erroneo in questo, ma non riesco a togliermi dalla testa, la prima domanda.

Cos’è la gioia?

Posso dirti cos’è per me.

È uno stato ben preciso, in cui ci si sente accolti, coccolati, benvoluti perché in completa unione con qualcosa di più grande. Con qualcosa che va oltre un guadagno o una situazione, che prende la piega che desideriamo. Uno stato, che trascende tutte queste cose. Uno stato, che offre l’opportunità, di sentirsi pieni dentro, ma non attraverso le cose che abbiamo fuori.

Quindi, dove ho trovato la gioia?

Non in un luogo, né tantomeno in un oggetto, bensì in una condizione di vita. Per la precisione, quando, accettando di essere uno strumento nelle mani di chi sta al di sopra di tutto e di tutti, mi sono semplicemente lasciato guidare.

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