In questo periodo sto proponendo quotidianamente degli spunti di riflessione e delle meditazioni in diretta sulla mia pagina Facebook, ispirato, con una certa continuità, dalle mie splendide guide.

Durante una di queste dirette, mi è stato suggerito di proporre un’analogia. Provare a vedere ciò che coltiviamo dentro di noi, come un giardino. Allo stesso modo in cui possiamo decidere di piantare e coltivare alcune piante, possiamo stabilire di eliminarne altre perché sono nocive o più semplicemente perché non ci piacciono.

In un giardino materiale, abbiamo riprova del fatto che se lo trascuriamo per un po’ di tempo, quando andremo a rivederlo, sicuramente saranno cresciute erbacce, l’erba sarà alta, tanto da limitare la crescita di altre piante, ma anche i nostri movimenti e rischieremo addirittura di vedere le piante a cui teniamo, infestate da altre che ne minano la sopravvivenza.

Nel nostro giardino interiore, accade esattamente la stessa cosa. Più tempo trascorre, senza che ce ne prendiamo cura, più, quando andremo a vederlo, lo troveremo devastato. Questa devastazione, rischia di spaventarci così tanto, da farci sviluppare il desiderio di non entrarci più.

Presto o tardi però, dovremo guardare che cosa abbiamo coltivato, perché la vita a questo mondo ha questo come obiettivo.

Ogni volta che decidiamo di sviluppare pensieri, parole o azioni, di fatto stiamo decidendo quali piante coltivare nel nostro giardino interiore e l’unico modo che abbiamo per comprendere come vanno le cose, è tenerlo sotto controllo quotidianamente.

Questa attenzione, ci porterà a non avere sorprese, quando, volenti o nolenti, ci ritroveremo nel nostro giardino e dovremo solo costatare ci che abbiamo coltivato per un’intera vita.

Uno degli alberi che manca in molti giardini, è l’albero dell’amicizia. Attenzione, non intendo quella facile e a volte un po’ fasulla. Intendo piuttosto, quella che ci fa essere degli esseri umani migliori.

L’amicizia coltivata per tornaconto, oggi, è più che mai di moda. Nell’ambito dei social network, è diventata addirittura una merce di scambio. Chiedo l’amicizia a questa o a quella persona, se poi devo chiederle qualcosa o ancora peggio, gliela domando perché pormi tra gli amici di questa, riesce in qualche modo ad innalzare il mio status sociale.

No, non intendo questo tipo di amicizia. Parlo di un albero molto più grande, che se coltivato, mi permette di essere amico di tutti.

Capisco, che quanto sto scrivendo, sembra fortemente anacronistico, ma io personalmente ci credo ancora.

Se ci guardiamo intorno, scorgiamo uno scenario, che all’apparenza può essere triste e deprimente. Quelli che consideriamo amicizie, sembra che si possono contare sulle dita di una mano e a volte, non le contiamo nemmeno tutte (le dita).

Ci sono tantissime situazioni, In cui le persone intorno a noi, possono fingersi nostre amiche, nella speranza di ottenere qualcosa. Coltivare l’albero di cui parlo, non significa essere ottusi e non vedere i comportamenti fasulli di alcune persone, significa piuttosto porsi nel modo giusto, in un’ottica che non preveda uno sguardo solo a me stesso, ma che porti invece allo sviluppo di una prospettiva umana globale.

Ho meditato parecchio un bel po’ di tempo fa, su questo argomento. In particolar modo mi è stato davvero utile ciò che ho osservato nel comportamento di un grande maestro, che ho avuto la fortuna di incontrare nella mia vita.

Due sono stati gli spunti di riflessione per le mie meditazioni, il primo, osservando questo essere meraviglioso. La sua gentilezza ed il suo trattare chiunque come un amico, in anni di conoscenza,hanno sempre dato buoni frutti.

Il secondo, frequentemente da lui ripetuto, è che bisogna rapportarsi con i pregi delle persone, non con i difetti.

Piantare il coltivare un albero dell’amicizia, con queste caratteristiche, ci permette di sviluppare delle qualità fuori dal comune.

Oggi abbiamo la tendenza a ritenere tutti, più o meno nemici, sino a prova contraria. Sarebbe un po’ come definire chiunque colpevole, finché qualcosa non provi che è innocente. non so tu, ma io ci vedo qualcosa di malsano!

Quando parlo di trattare gli altri da amici, non intendo mettersi a disposizione di chiunque abbia cattive intenzioni nei nostri confronti. Parlo piuttosto della gentilezza e dell’amore, che possiamo e dobbiamo avere nei confronti del prossimo.

Non si tratta di mettere in pericolo l’argenteria o il conto corrente bancario, si tratta di dispensare due cose che non hanno un costo.

Essere gentili, generosi e amorevoli, crea tra l’altro un gradevolissimo effetto collaterale. Fa stare bene!

Scriverò ancora su questo argomento, prendendo in considerazione tutte le piante che dovremmo avere o non avere nel nostro giardino interiore!

One thought on “L’albero dell’Amicizia nel Nostro girdino

  1. Mi piace molto hai scritto con parole molto semplici e come se stessi parlando direttamente con chi legge . Il messaggio va dritto al cuore .🌼

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *