Mi sono chiesto frequentemente, quale sia il pensiero dei cani che manifestano comportamenti aggressivi nei confronti dei loro umani. Cerco quindi, quando ci sono situazioni del genere, di avere a disposizione il punto di vista dell’animale prima ancora di incontrarlo fisicamente. Ecco perché, spesso chiedo che mi venga mandata una foto, attraverso la quale, svolgo una prima indagine conoscitiva, cercando di comprendere anche la prospettiva dell’”incriminato”.

Ultimamente, ho avuto l’occasione di fare questo, con un barbone nano, che sembra stia complicando la vita ai suoi compagni umani. Avendo raccolto solo informazioni frammentarie dal primo contatto telefonico, ho voluto completare il quadro parlando con Rocco, questo è quanto mi ha voluto dire:

D: ciao Rocco, ti va di parlare con me?

R: ciao, va bene!

D: come stai?

R: Piuttosto bene grazie!

D: cosa ti piace mangiare?

R: Verdure, carote in particolare

D: Hai una cuccia preferita?

R: Una cuccia ovale rosa morbida

D: con te cosa giochi volentieri?

R: Una corda di cotone intrecciato.

D: I tuoi umani, mi hanno contattato perché sembra che tu abbia dei comportamenti che a loro non piacciono, vuoi dirmi qualcosa in merito?

R: Non so cosa vogliono, sono contraddittori, mi permettono di fare delle cose e poi non gli va bene che le faccia quando ne ho voglia

D: vuoi farmi un esempio?

R: Gli spazi che occupo, le cose che prendo, molto spesso non li capisco

D: Vuoi che dica loro qualcosa?

R: Cercate di essere chiari

D: Oggi verrai a trovarmi, ti fa piacere?

R: Che bello, così ti conosco

D: Cercherò di fare un po’ di chiarezza, per poterti aiutare a vivere meglio con la tua famiglia

R: Si, ti prego

Ho chiesto poi se potevo indagare sullo stato di salute di Rocco, attraverso la Gestalt, lui ha risposto affermativamente. Premetto che il cane è stato da poco sterilizzato. Questo è quanto mi ha riportato: “mi sento vuoto e la ferita mi da ancora fastidio“. Il messaggio era abbinato alle sensazioni descritte, che ho provato io stesso, mentre lo osservavo.

Nel pomeriggio ho incontrato Rocco, Loredana, la sua mamma umana, il marito ed i loro due simpatici figli.

Siamo partiti da quando Rocco è entrato nella loro famiglia, siamo poi passati alla descrizione di una giornata tipo, ai suoi comportamenti durante le uscite ed infine siamo arrivati al nocciolo della questione. Fin da piccolo, se a Rocco viene involontariamente fornita l’occasione di rubare alcuni oggetti, soprattutto biancheria, lui la porta in cuccia ed una volta lì, la difende come un leopardo difenderebbe la sua preda.

Questo ovviamente crea alcune difficoltà ai suoi compagni di vita umani, poiché temendo che possa inghiottire gli oggetti, cercano di evitare che questo avvenga sottraendogleli.

Ovviamente questa situazione non piace nemmeno a Rocco, il quale, come accennavo prima mostra di conseguenza dei comportamenti aggressivi.

Ho visto che dalla descrizione della situazione, Rocco sembra avere le idee un po’ confuse e da ciò che mi ha detto lui durante il nostro colloquio pre-incontro, questo deriva da alcune incomprensioni derivanti dalla sua gestione.

Molto spesso, rischiamo, attraverso i nostri comportamenti, di non essere estremamente chiari con i nostri amici pelosi. Basta davvero poco per mandare un messaggio contraddittorio, è addirittura sufficiente sorridere o dimostrare un comportamento divertito per un’azione svolta dal cane, per fargli intendere che questo, tutto sommato, ci piace. In particolar modo quando il cane molto giovane, i comportamenti legati a piccoli furti e conseguenti fughe, farebbero ridere chiunque.

Se la situazione rientra da sola, non ci sono sviluppi particolarmente complessi, ma se il cane ritiene che il comportamento possa essere ritenuto divertente, continuerà ad emetterlo. Nel momento in cui ci sarà un cambiamento nella nostra percezione delle sue abitudini, cioè cominceremo a trovarle meno divertenti, il cane sarà ormai settato sulla nostra prima reazione e faticherà non poco a comprendere il nostro disappunto.

Ho chiesto poi alla famiglia di Rocco, informazioni relative alla cuccia, ai giochi ed al cibo. Come spesso capita, ci sono state delle piccole incongruenze. Per esempio, la cuccia era rossa e non rosa, ma la tipologia di gioco descritta corrispondeva. Una particolarità, le carote, che sulle prime Loredana aveva detto non essere tra gli alimenti preferiti del cane, la sera stessa, proposte cotte, sono state mangiate con gusto.

Con tutta la famiglia, abbiamo deciso di procedere con un programma finalizzato a riportare Rocco sulla retta via.

Mi rimane ancora un interrogativo, la prima parola che mi è arrivata da Rocco, è stata il nome Ugo. Cercherò di comprendere che tipo di legame abbia con lui…

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