Spiritualità, consapevolezza, senso della vita, cammino interiore, sviluppo interiore, tutti modi per definire la stessa cosa. Domande e risposte che non sempre arrivano quando te le aspetti. Alla fine è bello però sapere che la pazienza e la perseveranza vengono ricambiate con dei doni, anche piccoli, ma che hanno un valore enorme per quel momento, che resterà in eterno dentro di te, come un seme che prima o poi finirà per germogliare.

Essere sensibili è una benedizione, perché permette di sviluppare capacità che altri non hanno, ma in alcuni momenti può apparire come una maledizione. Fa sentire tutto amplificato, le cose belle come la gioia, l’amore e la leggerezza, ma rende anche più grandi la sofferenza, la tristezza e in alcuni momenti, la percezione della realtà che ti circonda. Come mi ha detto qualche anno fa il mio Maestro Lama Michel Rinpoce: “se ti apri, ti apri in tutte le direzioni”.
Ci sono momenti in cui, guardandoti intorno vedi solo interessi negli altri che ritieni banali, attaccamenti a cose che trovi senza valore e ti senti come se il mondo in cui vivi non fosse quello a cui appartieni. Non mi fraintendere, non sono convinto che la vita sia fatta solo di cose serie e profonde, dico solo che investire energie in cose futili, che non portano ad alcuno sviluppo materiale o spirituale, per me è una perdita sotto tutti i punti di vista.

In quei momenti, cerco qualcosa che mi offra degli spunti, fuori dalla meditazione o dalla preghiera e siccome amo guardare le serie televisive, cerco sempre qualcosa  che mi stimoli.

L’altra settimana approdo, “quasi casualmente” ad una serie di Amazon Prime Video dal titolo “Mozart in the jungle”. Non te la racconto nei minimi dettagli, perché se mai ti andasse di vederla, ti rovinerei la sorpresa, ma qualcosa ti devo dire, altrimenti questo articolo del blog non sta in piedi.

Questa serie racconta ciò che sta “dietro le quinte” dei concerti di musica classica, soffermandosi sulle storie di vita dei membri della New York Philharmonic Orchestra ed in particolare del direttore, il Meastro Rodrigo De Souza. Un apparentemente folle personaggio, dotato di una dirompente spiritualità, che anche se non direttamente assecondata, lo obbliga a fare scelte estremamente interessanti e coinvolgenti.

Questa serie televisiva, con un ideatore e produttore di tutto rispetto, Roman Coppola, è a dir poco geniale perché riesce a far emergere quanto l’arte sia indissolubilmente legata alla spiritualità.

I dialoghi che il Maestro Rodrigo intrattiene con alcuni dei più celebri compositori e musicisti della storia passata, possono apparire folli, ma tendono ad essere la ragione per cui è poi possibile mantenere la giusta rotta.

L’arte è la manifestazione del Sé, pochi sono davvero bravi, ma questo non deve impedire l’espressione artistica. Scrivere, cantare, suonare, ballare, disegnare, in sostanza chiunque dal momento che possiede un anima, che ha bisogno di esprimersi, può fare queste cose. Ed è liberatorio.
Ti è mai capitato di sentirti bene, solo perché hai assecondato il desiderio di cantare una canzone mentre sei sotto la doccia? O di ascoltare della musica  e di sentirti completamente risucchiato da questa? O ancora di perderti in un disegno che stai facendo? E di sentire il bisogno irrefrenabile di ballare?

Abbiamo tutti un bisogno atavico di lasciare che quella strana cosa dentro di noi, che si chiama anima, possa dire la sua attraverso il corpo in cui è ospitata. Ed è indispensabile lasciare che lo faccia!

Non che qualcuno mi debba prendere ad esempio, ma scrivere, fare bonsai, disegnare, sono forme attraverso cui la mia anima prende fiato. Sono certo che ci sia chi fa tutto questo meglio di me, ma non è una gara, per me è un modo per condividere con gli altri ciò che può suscitare emozioni positive o più semplicemente spunti per la consapevolezza.

Pensare che in un momento della mia vita in cui fatico a trovare spunti costruttivi esterni, sia stata sufficiente una serie televisiva per farmi riprendere ad ascoltare la musica classica godendomela come non mai e far scaturire a mezzanotte passata una riflessione su cui scrivere, è davvero fantastico. 

Ci sono persone geniali che riescono, attraverso la loro arte (in questo caso la direzione di una serie televisiva) riescono, a trasmettere concetti ed emozioni che sono già dentro ad ognuno di noi. Occorre solo che qualcuno ci renda consapevoli della loro esistenza.

Ci sono sicuramente situazioni in cui film e telefilm, sono solo l’espressione di qualcosa di banale, ma quando ci trasmettono delle emozioni capaci di suscitare riflessioni forti e importanti, viene azzerato il contatore del tempo speso inutilmente. Qualunque cosa decidiamo di fare, richiede tempo, ma senza mettere a rischio questo fattore che riteniamo di grande valore, non è possibile acquisire nulla.

Sono fermamente convinto che tutte le esperienze che ci vengono messe davanti, possano essere fonte di acquisizione di consapevolezza sul senso della vita, l’importante è affrontarle con la mente aperta e la volontà di imparare. A quel punto, nulla sarà più una perdita di tempo.

 

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