Quando le persone mi chiedono quanti cani ho, scherzosamente rispondo troppi!

Questo interessante condizione mi ha portato nel tempo, a sviluppare una certa attenzione per quelli che sono gli inserimenti di soggetti nuovi in una condizione preesistente. Dobbiamo infatti ricordare che ogni volta che viene cambiata anche una piccola cosa nella vita del cane, questo cambiamento costituirà il presupposto per tutta una serie di reazioni, non sempre positive, espresse dal nostro amico a quattro zampe. Immaginiamo cosa può accadere nella testa del nostro compagno peloso, quando inseriamo un suo simile in una situazione magari già consolidata da qualche anno!

A mio avviso possiamo iniziare a porci qualche domanda, tipo: sono certo che al mio cane faccia piacere avere un conspecifico come compagno di vita? Sono sicuro che riuscirò a gestire entrambi esattamente nello stesso modo? Ho la certezza che le caratteristiche caratteriali del nuovo arrivato siano compatibili con quelle dell’altro cane? Ho progettato, all’interno della realtà abitativa, spazi propri per ognuno dei cani? Ho preso in considerazione il fatto che per alcune operazioni quotidiane potrei doverli gestire separatamente? E così via…

Come vedi, sono davvero tante le considerazioni da fare sull’inserimento di un nuovo membro peloso della famiglia. Proviamo a sviluppare insieme un piano valido, per un inserimento il più possibile indolore.

Tanto per cominciare mi soffermerei sul carattere del cane  già presente in famiglia. Ogni proprietario, tende ad essere una risorsa più o meno importante per il cane. Il grado di importanza che viene attribuita all’individuo umano, è direttamente proporzionale al non  apprezzare l’avvicinamento di altri soggetti a tale risorsa. Qualora dovessi accorgermi di avere un peso davvero importante per il cane già presente in casa, dovrò cercare, chiaramente se voglio davvero introdurre un altro animale, di lavorare in modo da rendere l’attaccamento meno morboso possibile. Perché sia chiaro questo concetto, voglio che pensi che una corretta relazione non può basarsi, per nessuna delle due parti, su di una condizione di attaccamento verso l’altro. Del resto, amare un individuo non significa volerlo tenere solo per sé, significa piuttosto desiderare sempre e comunque la sua felicità. Questo a volte vuol dire lasciare i giusti spazi tra noi e l’altro.

Stabilito di non avere un rapporto morboso in essere, possiamo cominciare a ragionare su come inserire il nuovo soggetto. Il primo incontro, da questo punto di vista diviene assolutamente determinante. Di norma stabilire che questo avvenga in un luogo aperto, fuori dalle competenze ambientali del cane già presente, significa ridurre al minimo le situazioni in cui potrebbe essere manifestata aggressività territoriale. Lo svolgimento di una passeggiata all’aperto, con avvicinamenti “casuali”, permette di creare le condizioni migliori per l’accettazione del altro. Se si osservano momenti di interazione pacifica o almeno di palese non interazione, si può pensare di introdurre i due soggetti nell’ambiente domestico. Questo potrebbe andare a costituire qualche momento critico. È infatti necessario scegliere un ambiente abbastanza ampio, dove i due soggetti non siano costretti a condividere spazi troppo piccoli.

Per introdurre stabilmente e correttamente il nuovo arrivato, dobbiamo ricordarci di preparare all’interno dell’ambiente in cui vivranno i cani, una “cuccia” per ognuno, vero similmente abbastanza distanti da non obbligare i soggetti ad avere interazioni non desiderate. Ricordati di questo aspetto, che può sembrare banale, ma non lo è. Costringere due individui a condividere ventiquattr’ore su ventiquattro, gli stessi spazi abitativi, le stesse abitudini, le stesse risorse, alla lunga può rendere la situazione pesante. Ecco perché se invece ognuno dei soggetti ha spazi che possono essere considerati soltanto suoi, nel momento in cui desidera staccare dall’altro, può farlo serenamente.

Diamo uno sguardo veloce alla routine quotidiana, nella quale sicuramente sono comprese le uscite, il cibo, il gioco, le interazioni con il proprietario e direi che può bastare!

Cominciamo ad osservare la prassi che riguarda le uscite. Dobbiamo innanzitutto sincerarci di poter gestire nello stesso momento entrambi i cani, Diversamente sarà necessario considerare un tempo raddoppiato per quelle che sono le uscite necessarie al benessere di ognuno dei cani.

La stessa considerazione può valere tanto per il cibo, quanto per il gioco. Sarà necessario valutare quanto importanti siano queste risorse per i due cani ed eventualmente separarli, sia quando mangiano, che quando giocano. Ti ricordo che nel momento in cui l’interesse per il cibo e/o il gioco, è davvero alto, la difesa di una cosa considerata propria porta a conseguenze tutto meno che pacifiche. Ricorda che ciò di cui stiamo parlando ora è la causa principale di lite tra cani. Assicuriamoci di non creare situazioni che potrebbero diventare tanto pericolose, quanto porco gestibili.

Un’altra risorsa davvero importante risulta essere il proprietario o meglio, le sue attenzioni. Anche in questo caso dobbiamo valutare con attenzione, in primis di non creare attrito nella somministrazione simultanea di queste, in secondo luogo di  ripartirle il più possibile equamente.

La considerazione nel gestire equamente tutti i soggetti, non transita comunque solo dalle attenzioni, ma anche da tutto ciò che consideriamo come disponibile ai cani. In questo non ci dovranno mai essere differenze. Per esempio, se stabilisco di lasciare disposizioni il divano ad uno dei cani, questo dovrà essere inevitabilmente disponibile anche all’altro. Qualora dovessi decidere di dare un osso in pelle di bufalo ad uno, necessariamente dovrà riservare la stessa generosità anche all’altro.
Ma, ciò che ha un’importanza davvero rilevante, è che qualora dovessimo riscontrare comportamenti poco gradevoli di uno nei confronti dell’altro per questioni legate alla convivenza di tutti giorni, dovremmo valutare con la massima attenzione qualunque tipo di intervento da parte nostra. Ti ricordo che qualsiasi modalità possa essere strutturata nella limitazione dei comportamenti del cane al fine di favorire uno o l’altro, finirà per essere l’equivalente di una bomba ad orologeria, che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Un solo piccolo errore di valutazione che vada a proteggere l’individuo caratterialmente meno capace di imporsi, lo metterà nella condizione di dover difendere questa posizione anche quando noi non siamo presenti. Soprattutto perché l’altro soggetto resterà fortemente interessato a rimettere in discussione tutto, decidendo deliberatamente di mettere alla prova il beneficiario del nostro intervento, che ovviamente sarà in forte difficoltà.

Ricordati che anche  se queste situazioni vengono prese in scarsa considerazione quando parliamo dell’inserimento di un cucciolo, quest’ultimo prima  o puoi crescerà e le cose potrebbero cambiare!

Voglio ringraziare con tutto il cuore Veronica Bianca Veronesi, che mi ha concesso di utilizzare la foto che ritrae i suoi cani Homer e Zoe.

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