Cos’è l’aggressività?

L’aggressività è una scelta, nelle risposte che hanno un’origine estremamente atavica negli animali più o meno evoluti, uomo compreso. A fronte di una situazione pericolosa le scelte sono solo due: aggredisci o fuggi.
Credo che sia estremamente interessante capire in che modo viene effettuata la scelta. In altre parole, perché dovrei scegliere di aggredire piuttosto che fuggire? La risposta più ovvia e ritengo anche quella più realistica, risiede nell’impossibilità di fuggire, se non ho la strada libera per tentare la fuga, l’unica risposta che mi rimane è l’aggressività.
È possibile a questo punto far spostare l’ago della bilancia preferibilmente verso la risposta non aggressiva? Io credo di sì, la variabile che entra in gioco è la razionalità. Fino a quando riesco a mantenermi razionale, ho buone possibilità di essere in grado di valutare accuratamente i possibili danni di una risposta aggressiva e di conseguenza di evitarla. L’esperienza diretta ci dice che quando abbiamo paura di perdere qualcosa di importante, questa razionalità scompare molto rapidamente, lasciando spazio risposte molto più istintive che ragionate. Nell’essere umano, le condizioni che portano più spesso alla paura, finiscono per essere legate all’io e al mio. Ovvero sostanzialmente quando ho paura di perdere qualcosa che posseggo oppure più semplicemente se mi sento direttamente minacciato.
Lo stesso meccanismo può essere riscontrato nel cane. Infatti quando abbiamo a che fare con soggetti sicuri di sé, quindi senza particolari paure, sarà difficile riscontrare comportamenti aggressivi, unica eccezione fatta per le manifestazioni dell’aggressività predatoria.
Molto spesso questo può avvenire anche durante una discussione, nella quale gli interlocutori vogliono avere ragione. È possibile che la risposta aggressiva non sia riferita solamente al piano fisico, siamo in grado anche di usare la parola in modo violento, facendo addirittura più danni di quelli che causerebbe una sberla.

Quindi, è possibile combattere questo impulso che ci spinge a dare risposte aggressive? Sono fermamente convinto che questo sia possibile, ti dirò di più, il sistema che si può impiegare, oltre ad essere valido per l’essere umano, lo è anche per il cane ed affonda le sue radici nei processi meditativi.
Può essere che l’affermazione appena fatta possa sembrarti strana, quindi cerco subito di spiegarti perché ritengo che cose stiano in questo modo.

In un precedente articolo sulla meditazione, ho cercato di condividere quelli che sono i concetti che fanno parte di un processo meditativo. Cerco di riprenderli ora rapidamente. Lo scopo principale è sostanzialmente quello di modificare il funzionamento della propria mente. Inizialmente, agendo in modo istintivo e non regolato da consapevolezza, finiamo per generare sofferenza per noi stessi ed a volte per gli altri. Una volta compresa la modalità corretta in cui la nostra mente dovrebbe agire, possiamo familiarizzarla a questo processo, attraverso successive sedute di meditazione.
Ti faccio un esempio concreto: Supponiamo che tu voglia smettere di dire parolacce. Come primo passaggio dovrai indagare su tutti gli aspetti negativi dell’utilizzo di quella che potremmo definire la parola violenta. Andrai pertanto valutare, che ogni qualvolta utilizzi una parolaccia, ciò che muovi profondamente è un’attitudine violenta. Fatto questo, intenderai che anche questa, come tutte le attitudini violente, trova forza nell’insoddisfazione e se scaviamo a fondo anche nella rabbia. Credo non serva che io ti spieghi, perché lo capirai da solo, che ogni volta che entrano in gioco questi veleni mentali la sofferenza è garantita. Quando avrai familiarizzato con questi aspetti, potrai cominciare a simulare delle situazioni nella tua mente in cui sai per certo che finiresti per dire qualche parolaccia. Quando coglierai l’insorgere dell’abitudine sbagliata, metterai davanti a te stesso tutte le ragioni sulle quali hai meditato in precedenza, per le quali mantenere quell’abitudine ti consentirà solo di soffrire nuovamente.
Ti mentirei, se ti dicessi che basta farlo una volta o due! Però, se sarai capace di insistere su questo meccanismo, arriverà il momento in cui nella vita di tutti i giorni, quando starà per manifestarsi l’abitudine sbagliata, verrà fermata dal processo mentale corretto chi avrai costruito. A quel punto avrai ottenuto un importante realizzazione, sconfiggendo in questo modo un’attitudine sbagliata.

Come pensi che funzioni nel trattamento dei comportamenti aggressivi del cane? Tutti gli effetti, non andiamo tanto lontano dal processo che ti ho descritto finora. Si va a costruire inizialmente un comportamento adeguato, slegato dalle situazioni che scatenano la risposta aggressiva. Tale comportamento, per il quale è necessario che il cane si mostri controllato e tranquillo, sarà rinforzato sino a quando la risposta non verrà manifestata con naturalezza. Sono allora sarà possibile iniziare ad introdurre, in versione ridotta o controllata, gli stimoli che solitamente causerebbero la risposta aggressiva. Se gli step precedenti sono stati costruiti con la giusta attenzione, il cane tenderà a non reagire agli stimoli (ridotti) proposti, rispondendo invece con un atteggiamento calmo e controllato. Via via che questo accade, sarà possibile andare ad aumentare la portata degli stimoli, sino ad arrivare ad una condizione pari alla normalità. Ciò che si verificherà, continuerà ad essere una risposta positiva, non più aggressiva, nei confronti di ciò che generava paura nel cane.

Voglio ricondurre la tua attenzione su due aspetti principali di questo articolo. Il primo è che ogni atteggiamento aggressivo trova nelle sue radici nella paura. Tienine conto ogni volta ti assisterai ad un’esibizione aggressiva da parte di un animale o di un essere umano. Il secondo aspetto legato al fatto che il processo mentale, attraverso il quale uomo e cane possono perdere delle attitudini sbagliate, è pressoché lo stesso. Ti invito a ricordartene quando erroneamente andrai a cercare strane spiegazioni nei comportamenti del cane. Ricordati che è un animale estremamente semplice e più viene trattato come tale, più le risposte che si ottengono da lui sono buone.

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