Negli anni, le condizioni di approccio al cane, sono cambiate notevolmente. Siamo passati dagli strattoni e le pedate nel sedere, ad un approccio decisamente più gentile, per mezzo del quale ogni tanto arrivava al cane qualche premio. In questo periodo di transizione, c’era ancora chi forzava il cane in risposte obbligate, utilizzando poi del cibo per premiare una “esecuzione” corretta, anche se non propriamente spontanea.
È arrivato puoi il momento dell’utilizzo dei premi per qualunque situazione. Attraverso ciò che arrivava dal mondo anglosassone, abbiamo assistito all’impiego dei condizionamenti. Ci è stato poi raccontato, che i condizionamenti non sono in alcun modo rispettosi dell’animale, poiché lo forzano in comportamenti che lui da solo non emetterebbe. Vedendo con un’ottica più ampia gli sviluppi a cui abbiamo assistito per quanto concerne la cinofilia italiana, possiamo affermare che ogni qualvolta che si è presentata una nuova condizione, quella precedente veniva in qualche modo critica e ripudiata.
Non credo che il progresso stia nello sviluppo a mezzo di critiche degli approcci precedentemente utilizzati, credo piuttosto che da ogni periodo storico, anche nell’ambito della cinofilia, si possa trarre qualcosa di assolutamente positivo.
Le critiche, anche se costruttive, sono pur sempre critiche. Dal mio punto di vista, a costo di rendermi poco popolare, ritengo che ci siano alcuni rari momenti in cui qualche piccola forzatura sul cane possa starci. È chiaro che ci vuole una conoscenza piuttosto approfondita di questo animale, per capire quando forzare un po’ la mano. Infatti quando abbiamo di fronte situazioni di grande paura o addirittura fobie, le forzature risultano distruttive. Ma se siamo davanti ad una condizione in cui il timore svanisce se riusciamo dimostrare che oltre allo scalino ce la salvezza, sono dell’idea che una piccola “spinta” possa solo giovare al cane.

Non sono nemmeno un fermo sostenitore del premio ad ogni costo! Deve, per forza di cose, arrivare al momento in cui il cane non ha più bisogno di essere premiato, con del cibo, per ciò che fa. Considerando soprattutto che la maggior parte delle cose che fa per noi, devono essere considerate un gesto di grande amore e disponibilità nei nostri confronti, piochè.
Per quanto concerne poi i condizionamenti, lasciamelo dire, non credo che esista un solo essere umano che non abbia almeno un piccolo condizionamento. Non vedo quindi come questi possano non esistere per il cane.

Nei 18 anni in cui mi sono occupato di aiutare cani e persone a trovare un equilibrio nella loro convivenza quotidiana, ho sempre cercato di sfruttare tutti i lati positivi di ogni situazione nella quale mi sono imbattuto. Ho fatto questo anche per quanto concerne le modalità di approccio sul cane, trovando in ognuna di queste qualcosa di buono, che presto o tardi avrei potuto utilizzare. In questo modo sono sempre riuscito ad avere degli ottimi risultati.
Quando il percorso di crescita fatto in ambito cinofilo si è incontrato con il mio cammino interiore, ho capito che le due entità presenti nella mia vita, non potevano più rimanere separate. Ho provato sulla mia pelle in molteplici benefici di un cambiamento nell’approccio con il cane, volto a comprenderlo in una modalità più profonda.

Modificare la modalità con la quale mi sono posto per anni nei confronti di questo splendido animale, si è rivelato un processo graduale e al tempo stesso piuttosto naturale. Il primo passo importante è stato però quello di riconoscere che l’essere umano ha delle potenzialità latenti che molto spesso non vengono nemmeno prese in considerazione. Quando però questo avviene, si sviluppa una sorta di magia, in grado di mostrare con estrema chiarezza anche le cose apparentemente più complesse.
Da questo processo interiore, è nato un approccio gnoseologico sottile, ovvero una modalità di relazione che punta al riconoscimento degli stati emotivi dell’animale attraverso meccanismi di percezione sottile, più immediati ancora dell’osservazione delle posture.

Normalmente siamo abituati a vedere ed a sentire tutto ciò che ci si presenta davanti, attraverso i nostri 5 sensi, esiste però un livello di percezione che va oltre. Quando interagiamo con un altro essere, percepiamo una moltitudine di informazioni che vanno oltre la vista, l’udito e il tatto. Tali informazioni, spesso represse dalle acquisizioni sensoriali, sono ciò che di più reale possiamo percepire del nostro interlocutore.
Credo che almeno una volta nella vita ti sarà capitato di parlare con qualcuno e di accorgerci che quanto ti viene detto non corrisponde alla realtà. Questa percezione sottile normalmente viene parzialmente o totalmente ignorata, perché contrasta con ciò che vediamo e sentiamo. Non passa però troppo tempo prima di accorgerti che quanto avevi percepito  era reale e che sarebbe valsa la pena di ascoltare ciò che la tua mente ti aveva suggerito.
Perché questo avviene? Il pensiero é energia che la nostra mente è in grado di cogliere. Durante formulazione di un pensiero da parte di un interlocutore, il pensiero stesso ci ha già raggiunti in tutte le sue sfumature, ancora prima che in chi sta dall’altra parte sia iniziata la comunicazione verbale. Questa è la ragione per la quale spesso il cane ci anticipa in ciò che facciamo. Se per esempio intendiamo portare il nostro cane a fare una passeggiata e sviluppiamo nella nostra mente questo intento, può accadere che non appena ci alziamo dalla sedia, lui ci aspetti già davanti alla porta in attesa dell’uscita che gli abbiamo “promesso”. Per chi vive con uno o più cani, questi avvenimenti sono quotidiani, basta farci attenzione. La gnoseologia sottile o conoscenza sottile ci aiuta ad indirizzare con coerenza ed efficacia l’energia generata attraverso gli intenti ed a cogliere quella prodotta dagli intenti dal cane.
Addestrandoci a percepire questo, diveniamo capaci di comprendere meglio e più rapidamente il cane. Scopo dell’approccio gnoseologico sottile è proprio quello di condividere le tecniche di familiarizzazione attraverso le quali è possibile raggiungere questi risultati.

Le tecniche impiegate per raggiungere questo risultato, sono vecchie di migliaia di anni e non sono mai state modificate. Questo la dice lunga sulla loro efficacia.

Sono fermamente convinto che da quando non si è verificato questo cambiamento. Il mio rapporto con tutti i cani, non solo con i miei, ha subito un avanzamento spaventoso, in termini positivi i tendo! Molte cose che prima richiedevano anche qualche minuto per essere comprese, ora sono praticamente immediate. Guardare negli occhi un cane è capire se a proprio agio, a mio avviso non ha valore. È così grande il positivo acque

Non sono nemmeno un fermo sostenitore del premio ad ogni costo! Deve, per forza di cose, arrivare al momento in cui il cane non ha più bisogno di essere premiato, con del cibo, per ciò che fa. Considerando soprattutto che la maggior parte delle cose che fa per noi, devono essere considerate un gesto di grande amore e disponibilità nei nostri confronti, poichè spesso sono al di fuori delle logiche comportamentali del animale stesso.
Per quanto concerne poi i condizionamenti, lasciamelo dire, non credo che esista un solo essere umano che non manifesti almeno un piccolo condizionamento. Non vedo quindi come questi possano non esistere per il cane.

Nei 18 anni in cui mi sono impegnato ad aiutare cani e persone a trovare un equilibrio nella loro convivenza quotidiana, ho sempre cercato di sfruttare tutti i lati positivi di ogni situazione nella quale mi sono imbattuto. Ho fatto questo anche per quanto concerne le modalità di approccio sul cane, trovando in ognuna di queste qualcosa di buono, che presto o tardi avrei potuto utilizzare. In questo modo riesco ad avere sempre dei risultati positivi.

Da quando il percorso di crescita fatto in ambito cinofilo si è incontrato con il cammino interiore, ho capito che le due entità presenti nella mia vita non potevano più rimanere separate. I molteplici benefici dati da un cambiamento nell’approccio con il cane, volto a comprenderlo più profondamente, mi hanno spinto ad approfondire ulteriormente ogni singolo aspetto per renderlo poi condivisibile.

Modificare la modalità con la quale mi sono posto per anni nei confronti di questo splendido animale, si è rivelato un processo graduale e al tempo stesso piuttosto naturale. Il primo passo importante è stato però quello di riconoscere che l’essere umano ha delle potenzialità latenti, che molto spesso non vengono nemmeno prese in considerazione. Quando però questo avviene, si sviluppa una sorta di magia, in grado di mostrare con estrema chiarezza anche le cose apparentemente più complesse.
Da questo processo interiore, è nato un approccio gnoseologico sottile, ovvero una modalità di relazione che punta al riconoscimento degli stati emotivi dell’animale attraverso meccanismi di percezione sottile, ancora più immediati dell’osservazione delle posture.

Normalmente siamo abituati a vedere ed a sentire tutto ciò che ci si presenta davanti, attraverso i nostri 5 sensi, esiste però un livello di percezione che va oltre.
Quando interagiamo con un altro essere, percepiamo una moltitudine di informazioni che vanno oltre la vista, l’udito e il tatto. Tali informazioni, spesso represse dalle acquisizioni sensoriali, sono ciò che di più reale possiamo percepire del nostro interlocutore.
Credo che almeno una volta nella vita ti sarà capitato di parlare con qualcuno e di accorgerci che quanto ti viene detto non corrisponde alla realtà. Questa percezione sottile normalmente viene parzialmente o totalmente ignorata, perché contrasta con ciò che vediamo e sentiamo. Può non passare però troppo tempo prima di accorgerti che quanto avevi percepito  era reale e che sarebbe valsa la pena di ascoltare ciò che la tua mente ti aveva suggerito.  In sostanza la persona ti davvero mentito!
Perché questo avviene? Avviene perchè il pensiero é energia che la nostra mente è in grado di cogliere. Durante formulazione di un pensiero da parte di un interlocutore, il pensiero stesso ci ha già raggiunto in tutte le sue sfumature, prima che sia espresso verbalmente.
Questa è la ragione per la quale spesso il cane ci anticipa in ciò che facciamo. Se per esempio intendiamo portare il nostro cane a fare una passeggiata e sviluppiamo nella nostra mente questo intento, può accadere che non appena ci alziamo dalla sedia, lui sia già pronto davanti alla porta in attesa di ciò che gli abbiamo “promesso”. Per chi vive con uno o più cani, questi avvenimenti sono quotidiani, basta farci attenzione.
La gnoseologia sottile o conoscenza sottile ci aiuta ad indirizzare con coerenza ed efficacia l’energia generata attraverso gli intenti ed a cogliere quella prodotta dagli intenti dal cane.
Addestrandoci a percepire questo, diveniamo capaci di comprendere meglio e più rapidamente il cane. Scopo dell’approccio gnoseologico sottile è proprio quello di condividere le tecniche di familiarizzazione attraverso le quali è possibile raggiungere questi risultati.

Tali processi, impiegati per raggiungere questo risultato, sono vecchi di migliaia di anni e non sono mai stati modificati. Questo sta ad indicare che se dopo 2500 anni, in cui sono stati fatti tentativi per migliorarne l’efficacia, nulla è cambiato, non può esistere strada più produttiva.

Sono fermamente convinto che da quando si è verificato questo cambiamento, il mio rapporto con tutti i cani, non solo con i miei, abbia subito un avanzamento spaventoso, ovviamente in termini positivi. Molte cose che prima richiedevano anche qualche minuto per essere comprese, ora sono praticamente immediate. Guardare negli occhi un cane sconosciuto, diventa capire simultaneamente se è o meno a suo agio. Credo che questo non abbia un valore quantificabile.
Oltre tutto, le tecniche di meditazione e di visualizzazione impiegate in questo processo di crescita, hanno portato migliorie e cambiamenti nel mio quotidiano, aumentando il livello di concentrazione e l’attenzione per i processi compiuti dalla mia mente.

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